Tommasi: “AIC preoccupata per contratti e prestiti. Tornare a giocare…”

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24 Maggio 2020, 20:32
Damiano Tommasi AIC Damiano Tommasi AIC
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Damiano Tommasi, presidente dell’AIC – Associazione Italiana Calciatori – è intervenuto in collegamento negli studi di “Sky Sport” per parlare di alcune preoccupazioni legate all’allungamento della stagione come i contratti in scadenza o i prestiti in corso. 

CONTROLLI SPOSTATI – Damiano Tommasi, presidente dell’AIC, ha parlato delle preoccupazioni sui controlli dei pagamenti: «Si è sempre parlato di posticipare a fine giugno i controlli sui pagamenti degli stipendi di marzo, invece nel Consiglio in cui si è spostata la fine della stagione il 31 agosto si è deciso di spostare anche questi controlli a fine agosto. Questa è la preoccupazione e la modalità con cui si sta arrivando a questa decisione. Quello che ci preoccupa di più è la Lega Pro, i cui giocatori hanno ricevuto l’ultima mensilità a metà marzo e rischiano che la prossima mensilità debba arrivare a fine agosto. Gli accordi sugli stipendi devono farli chi firma i contratti, non dobbiamo mettere insieme le stesse categorie. Purtroppo la Federazione con queste decisioni sta avallando la decisione della Lega di iniziare a giocare, ma senza sapere quando avverranno i pagamenti. Noi abbiamo fatto il possibile perché i giocatori trovino accordi con le rispettive società, in tutto questo nelle prossime settimane ci sarà un altro tema che andrà affrontato, ovvero i contratti a scadenza a fronte di un allungamento della stagione».

CONTRATTI E PRESTITI – Un tema da affrontare, visto l’allungamento, è quello dei contratti in scadenza e dei prestiti. Ecco le parole di Tommasi: «Trovare un gentleman agreement è possibile, ma ci sono situazioni totalmente diverse. Ci sono squadre di Serie A che hanno prestiti in altri club di Serie A e prolungarlo deve essere un accordo tra le tre parti. Immaginate se nel calendario da qua a fine campionato le due squadre si dovranno affrontare, se la squadra che ha concesso il prestito decida di allungarlo. Per non parlare di chi ha il contratto in scadenza e sanno ce nei prossimi mesi potranno giocare nella squadra attuale e intanto avranno già firmato un accordo con un’altra squadra, chissà in che condizioni scenderanno in campo. Purtroppo vedo ancora troppe persone che tentano di approfittarsi della situazione e pensano che gestire il singolo contratto vada valutato in base alla posizione di classifica, al calendario, se e quando la squadra in questione verrà incontrata. Mi preoccupa anche la soluzione che si dovrà prendere quando bisognerà partire e in caso di interruzione cosa fare. Ci saranno squadre che spingeranno a giocare o a non giocare in base alla posizione di classifica».

CASI DA VALUTARE – Tommasi ha anche fatto notare come la difficoltà sia il dover trovare una soluzione che vada bene tenendo in considerazione tutti i singoli casi diversi: «Nessuno può inserirsi nella contrattazione individuale, l’unica cosa che ha fatto la FIFA è stata riguardo ai tesseramenti. Ci saranno delle criticità da risolvere tra i vari paesi, perché in Italia ci si potrà ritesserare in un’altra squadra dal primo di settembre, ma per esempio in Francia la stagione riprenderà dal primo luglio. Cercheremo di valutare le linee guida e le soluzioni migliori. Ad oggi c’è un tavolo tecnico che si dovrà riunire, ma non so se si riuscirà a trovare una situazione perché è difficile visto che bisogna valutare i vari casi singoli».

VOGLIA DI TORNARE – Nonostante le preoccupazioni sollevate, Tommasi ha voluto ribadire come i giocatori vogliano tornare in campo: «Sicuramente se ci sono le condizioni i giocatori saranno felici di ripartire. Vediamo che la  nostra quotidianità sta cambiando ed è normale che si possa cambiare anche il nostro sport. Ci sono dei piccoli passi da fare, così come i protocolli che oggi possono decidersi potrebbero essere eccessivi quando la situazione cambia. Tra un mese la situazione potrebbe migliorare e quindi non si vede l’ora di scendere in campo. Ci saranno delle preoccupazioni, non significa che farle notare voglia dire che i giocatori non vogliono scendere in campo. Sciopero? Prima bisogna tornare a giocare. Se dobbiamo parlare di Playoff dovremmo preoccuparci perché qualcosa si è inceppato significa che la situazione attorno a noi è tornata a peggiorare».



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