Toldo: “Inter, 10+10: che bello! Mourinho grande. Papera vs Juventus…”

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27 Aprile 2020, 21:41
Toldo
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Toldo ha toccato diversi temi in una diretta Facebook con il CSI Milano. Il portiere dà diversi consigli ai giovani portieri, ripercorrendo anche alcune tappe della sua carriera all’Inter. Di seguito le sue dichiarazioni anche sul rapporto con Mourinho

GRANDE PERSONA: IL RAPPORTO CON L’ALLENATORE

Francesco Toldo torna a parlare del grande rapporto con lo Special One: «Mi piace ricordare Mourinho. Non era un allenatore per me, ma prima di tutto una persona affidabile. E anche negli oratori le persone devono essere affidabili: i ragazzi sentono chi è in buona fede e chi no. Bisogna essere umili. Fare l’allenatore è difficilissimo: io non ho voluto proseguire, non volevo stare lontano dalla famiglia. L’Inter è una società molto positiva a realtà come il CSI. I ragazzini devono abituarsi a prendere il buono da ogni allenatore e non devono crescere solo con uno. Calcio di oggi? E’ diverso, perché c’è meno fedeltà di prima, per vantaggi economici. C’è molta più velocità e preparazione fisica, ma anche più infortuni. La conoscenza dei ragazzi si è allargata all’intera Europa».

GIOVANI PORTIERI

Francesco Toldo sottolinea i consigli per un giovane portiere: «Segreto per un giovane portiere? Fregarsene degli errori! Cercate di essere sempre concentrati e non entrate in campo timorosi. La paura porta a sbagliare. A 38 anni e mezzo ho preso gol in mezzo alle gambe da Diego a San Siro con la maglia dell’Inter. Avevo l’età giusta per andare avanti, ma non dovete pensare agli errori. Fino 15 anni giocavo da terzino, centrocampista, poi andai in porta. Non mi piaceva correre, ora al contrario. I nostri ragazzi nati a Milano e che hanno tutto non hanno fame: un ragazzo dall’estero senza neanche le scarpe ti mangia. Il portiere è una persona magnetica in campo, anche per i movimenti. Quando i portieri fa grandi parate, è giusto che molti bambini siano portati a buttarsi in porta. A me piacerebbe moltissimo fare l’allenatore del settore giovanile e prima o poi lo farò. Tanto dipende da noi adulti- Ho lavorato come calciatore 10 anni all’Inter e 10 anni in società. Il sociale dei nerazzurri con Inter Campus è un’attività che mi ha fatto molto piacere. Tutto ti passa. E’ lì che la vita è normale e senti il pensiero della massa. Bisogna saper gioire, ma anche accettare le critiche». 


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