Toldo: “Inter del Triplete? Grandi uomini. Vi racconto Mourinho”

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29 Aprile 2020, 08:45
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L’ex portiere dell’Inter, Francesco Toldo, ha parlato in esclusiva sul sito “ilgiornale.it”. Si parla di Inter del Triplete, di José Mourinho, ma anche di Antonio Conte e delle prospettive col tecnico pugliese in panchina. Qui la prima parte dell’intervista

GIGANTE BUONO – Il nome di Francesco Toldo riesce sempre a strappare un sorriso. L’ex numero uno ha scritto pagine importanti della storia dell’Inter, vivendo un momento di forma straordinario a cavallo tra gli anni ’90 e il ’00. In nerazzurro, però, arriva soltanto nel 2001. Vi rimarrà fino al 2010, dopo aver vinto tutto e lasciando spazio all’inimitabile Júlio César. L’arte di saper dire ‘basta’, al momento giusto, è anch’essa un merito da apprezzare.

IMPRESA – L’intervista esclusiva di Toldo, sul sito web de “Il Giornale”, comincia proprio da quel glorioso Triplete e dalla semifinale contro il  Barcellona con José Mourinho in panchina: «Siamo stati monumentali, forti del 3-1 dell’andata, tutto il mondo calcistico conosce la forza del Barcellona al Camp Nou. Hanno caratteristiche fuori dall’ordinario, mettono in difficoltà qualsiasi squadra; però contro di noi non l’hanno fatto vedere! L’Inter del Triplete era costruita da uomini prima che da calciatori, mi ricordo la grande parata di Julio Cesar su Lionel Messi e nonostante il rosso a Thiago Motta abbiamo retto fino alla fine della partita. Un aneddoto? Il giorno prima ci fu una grande litigata a pranzo tra di noi per motivi che non posso dirti, fanno parte dei segreti di quell’anno….ma tutto si risolse nel migliore dei modi ed entrammo in campo più uniti che mai».

UOMINI FORTI – Si è scritto tanto sulla compattezza tattica e umana di quella squadra. Toldo ha vissuto quell’annata nelle retrovie, probabilmente da una posizione privilegiata per osservare l’evoluzione delle vittorie: «La vera forza del gruppo era il confronto diretto e il dirsi le cose in faccia senza che nessuno si offendesse. C’erano inoltre grandi campioni che si misero a disposizione del gruppo anteponendo l’interesse della squadra a quello personale. L’aspetto principale è rappresentato da Mourinho che, insieme alla società di Massimo Moratti, lavorava con gli stessi obiettivi. Lungo il cammino si sono aggiunti i tifosi che hanno sempre di più compreso la grandezza della stagione e la sinergia è stata fondamentale per arrivare a quei grandi traguardi».

CONDOTTIERO – Il regista di quel cast stellare era José Mourinho, uomo epico ma risoluto, capace di tenere in pugno le folle e gli eventi come fossero parte del medesimo disegno: «Mou prima di tutto è uno psicologo – continua Toldo – la gestione del gruppo per lui è fondamentale, la chiarezza e la comunicazione sono punti saldi. Ottiene rispetto dal gruppo quando egli per primo s’arrabbia coi giocatori più importanti nelle riunioni in spogliatoio. Più volte ha attaccato per motivazioni varie i grandi campioni senza che nessuno si offendesse per i concetti sensati che riusciva ad esprimere. Era il primo agli allenamenti e l’ultimo a chiudere la porta. Con lui potevi tranquillamente disquisire di qualsiasi argomento, era sempre preparato. Spiccava la sua dote nel parlare più lingue straniere e lo dimostrò alla sua presentazione alla Pinetina. Tutt’ora ci sentiamo…”.

RINASCIMENTO – L’Inter ha dovuto attraverso il Purgatorio post Triplete e adesso, con l’arrivo di Antonio Conte, la squadra sembra aver riannodato un filo interrotto per circa un decennio: «Penso che ci siamo alzati di livello rispetto alle annate precedenti anche se non basta, non per confrontarsi con la Juventus, questo no! Perché l’Inter deve tracciare sempre e comunque la sua rotta e rispettarla. L’Inter ha una sua notevole storia calcistica ed avrebbe meritato molti scudetti in più sul petto».

CRISI – L’emergenza sanitaria rende difficile parlare di calcio senza far riferimento al coronavirus, alla pandemia e a tutte le sue implicazioni. Un’esperienza surreale, di cui Toldo intende cogliere il lato formativo: «Voglio pensare ad un calcio più vicino alla normalità della gente per cui il buon senso imporrebbe di fermarsi e rivedersi a campionato nuovo. Purtroppo però l’introito maggiore del calcio è rappresentato dai diritti tv che se venissero a mancare improvvisamente causerebbero un danno enorme all’indotto e a cascata fino all’economia di tutti i giorni. Quindi mi aspetto una ripartenza in sicurezza proprio per vincere contro questo Covid-19 e ritornare lentamente alla normalità».

GIOCARE – Entrando nello specifico, è evidente quanto calcio e politica si stiano graffiando. Difficile trovare un’intesa per fronteggiare il contagio e ripartire. Altre Leghe si sono fermate. Ma Toldo non ha intenzione di perdere le speranze: «Si tratta di riflessioni che poi col tempo passano, trovo ingiusto scaricare al solito mondo dorato del pallone colpe che giocatori non hanno. Il governo guidato da un pool di scienziati si sta esprimendo e trovo che in un momento di difficolta si debba cercare di criticare di meno e agire di più. Alla fine giusto ripartire».

Fonte: ilgiornale.it – Marco Gentile


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