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Tecca: «In ogni grande Inter c’è stata una gran difesa. Un filo conduttore»

Tecca è ospite di Sky Sport 24 e ha commentato il primato dell’Inter in classifica. Il giornalista ritiene che la difesa sia uno dei punti chiave della squadra di Conte, e che si veda anche in relazione alle altre formazioni che hanno vinto qualcosa nei centotredici anni di storia del club che si celebrano oggi.

IL PRIMATO PARTE DA DIETRO – Massimo Tecca fa un riferimento storico: «In ogni grande Inter c’è stata una grande difesa. Cominciando da quella degli anni Sessanta, a quella del 1988-1989 dei record di Giovanni Trapattoni fino all’Inter del Triplete e a quella di oggi. È un filo conduttore, che dal passato ci porta al presente: una grande Inter c’è stata sempre con una grande difesa».

RISPOSTE PRECISE – Ieri Lautaro Martinez prima e Alexis Sanchez poi si sono sacrificati sulla fascia sinistra. Tecca lo definisce un segnale di grande presa di Antonio Conte, ricordando come non sempre succeda: «Per esempio Giuseppe Signori rifiutò un ruolo del genere in una finale dei Mondiali, chiesto da Arrigo Sacchi. Si giocò il posto nella finale col Brasile del 1994, quindi dipende dalla disponibilità. Ieri ho visto un Conte diverso nelle interviste: rispetto a quello tirato, che teneva l’adrenalina anche nel dopogara, ieri l’ho visto sorridere. Come se la partita di ieri gli avesse dato la sensazione di avvicinarsi all’obiettivo».

TUTTI DISPONIBILI – Ieri Conte, nelle interviste del dopogara, ha mantenuto un profilo basso ed elogiato tutta la rosa. Tecca valuta queste risposte: «È un pizzico di prudenza, ma in un momento di grande euforia. Una delle chiavi è anche ottenere il massimo rendimento da chi gioca di meno. Abbiamo visto, a inizio stagione, Andrea Ranocchia giocare e far bene, recentemente Matteo Darmian giocare e fare gol. Ha trovato la definizione della squadra titolare, come si usava una volta dall’1 all’11. Il fatto che segni un difensore non è così eccezionale nell’Inter, perché i difensori sono tutti bravissimi non solo di testa ma nei tempi d’inserimento. Evidentemente c’è una predisposizione anche ad attaccare coi difensori».

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