Tare: “Serie A da finire, anche a fine anno! Dalla sconfitta con l’Inter…”

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3 Maggio 2020, 21:21
Igli Tare Lazio
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Tare – Direttore Sportivo della Lazio -, intervenuto in collegamento a “Sky Calcio Club” su Sky Sport 24, fa chiarezza sulla posizione della Lazio sulla ripartenza della Serie A. Non mancano alcune frecciatine alle dirette avversarie per lo scudetto, dato che Juventus e Inter hanno fatto partire all’estero alcuni tesserati

COMUNICAZIONE TRAVISATA – La Lazio è pronta a tornare ad allenarsi e ha un data limite, parola di Igli Tare: «Mercoledì! Con la nuova ordinanza forse anche domani se riusciamo a fare i test sierologici prima di iniziare l’attività, che vanno fatti assolutamente. Poi magari possiamo anche anticipare rispetto a mercoledì. Ci siamo trovati un po’ impreparati dopo le ultime novità. Non penso di essere preoccupato, è stato un po’ trasmesso male questa idea della Lazio che sta premendo per lo scudetto. Tutti quello che abbiamo guadagnato lo abbiamo guadagnato sul campo. Mancano dodici partite, abbiamo solo un punto dietro alla Juventus e abbiamo un percorso molto lungo ancora di 36 punti. Teoricamente non possiamo garantire nemmeno la presenza in Europa League. Ovviamente cerchiamo di dare un segnale forte per il sistema calcistico italiano, perché, anche se in settimana ho sentito che potrebbe uscire un’altra ordinanza per bloccare definitivamente il campionato, non è nelle loro competenze. FIFA, UEFA e soprattutto FIGC hanno spiegato molto bene che i campionati devono essere finiti entro l’anno solare. Se non lo iniziamo a giugno, possiamo farlo anche tra agosto e settembre per finirlo, sfruttando il modello del Mondiale di Qatar. È importante finire questo campionato, che sarà di esperienza per gestire quello successivo. Se a settembre inizia quello nuovo bloccando ora questo, non abbiamo nessuna esperienza nel convivere con questo virus. La Lazio è stata la prima società in assoluto che si è fermata, proprio per questa pandemia. Siamo stati i primi o tra le poche a rispettare tutte le ordinanze del Governo Italiano. Nessun giocatore ha lasciato Roma. Mi risulta che altre squadre abbiano ancora giocatori fuori dal Paese, ma questo non spetta a me giudicare. Posso però permettermi un pensiero personale… Il nostro discorso è legato a livello di comunicazione. Forse siamo parsi un po’ aggressivi, perché analizzando i dati di ciò che porterebbe lo stop di questa industria, che è la terza del Paese, i danni che subirà il movimento calcistico sono incalcolabili. Parlare di scudetto a dodici giornate dalla fine è una parola grossa, ma fino allo stop siamo andati bene e non vuol dire che dopo la ripartenza faremo lo stesso. […] Siamo ripartiti con lo spirito giusto dopo la sconfitta con l’Inter che non ci ha permesso di andare in Champions League, due anni fa. Francesco Acerbi? La mia più grande sorpresa dopo aver perso Stefan de Vrij, andato all’Inter». Questa la chiosa finale di Tare, che spiega com’è diventata grande e matura la sua Lazio.


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