Tardelli: “Serie A? Nessuna proposta per ripartire. Ecco il calcio che vorrei”

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16 Aprile 2020, 20:37
Marco Tardelli
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Riprendere e concludere la Serie A è necessario, purché avvenga in piena sicurezza per giocatori, allenatori e tifosi. Questa l’idea espressa da Marco Tardelli ai microfoni di “Radio Sportiva”. L’ex allenatore ha poi commentato l’aspetto economico del calcio, che rende ancor più difficoltosa la situazione.

SICUREZZA – Continua il dibattito pubblico in merito alla ripresa della Serie A 2019/20. Una proposta chiara e definita non è ancora emersa, e i club continuano a rimanere divisi sulla necessità di disputare o meno le partite mancanti. Non sono noti nemmeno eventuali provvedimenti in merito alla presenza dei tifosi: decisione che, come altre, sarà soggetta alle indicazioni delle autorità sanitarie. Intervenuto a discutere sull’argomento, l’ex allenatore Marco Tardelli ha ribadito come, in caso di ripresa dei campionati, la sicurezza debba essere la massima priorità. Queste le sue parole: «Naturalmente brutto e fastidioso giocare senza tifosi, a volte vanno via le motivazioni. Se c’è la sicurezza per ripartire in sicurezza bisogna farlo. Ma io questa sicurezza non ce l’ho per tutte le categorie, soprattutto nell’applicazione del protocollo medico. È molto rischioso riprendere il campionato, soprattutto in questo momento. Voglio che i campionati vengano conclusi sul campo, ma solo in sicurezza».

ITALIA FERMATardelli critica poi l’attendismo dei vertici del calcio italiano, non ancora in grado di formulare proposte concrete. La sua opinione: «Infantino non ha fatto una brutta proposta avanzando l’ipotesi di giocare sull’anno solare. In Italia proposte vere non ne sono state fatte, in Lega Serie A discutono per i propri interessi e non cercano accordi con le parti. Se non parli con tutti e dai ascolto a tutti, comprese UEFA e FIFA, non riesci a venirne a capo. Non c’è solo il campionato, ci sono anche le coppe di mezzo».

CALCIO INSTABILE – Una data cerchiata in rosso su tutti i calendari calcistici è quella del 30 giugno, giorno in cui scadranno diversi contatti. Questa l’idea di Tardelli in merito a una possibile proroga: «Credo sia più difficile, non so se potranno nascere dei contenziosi. Preferirei un calcio più povero, ma più onesto con se stesso, fatto con solidarietà e con passione. Se il calcio fosse diventato ricco sistemando i problemi della base, probabilmente saremmo stati tutti meglio, invece è un colosso dai piedi d’argilla. Da anni il nostro calcio non sta più in piedi».


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