Mondo Inter

Suning si libera dell’investimento Inter o no? Vanni e Festa in disaccordo

Suning non è ancora chiaro cosa deciderà di fare con le quote dell’Inter e questa posizione ambigua si evince dai pareri contrastanti della stampa specializzata. Lo scambio di battute tra i giornalisti Vanni e Festa evidenzia come ci sia ancora un alone di mistero su ciò che la proprietà interista voglia far credere di fare e ciò che potrebbe essere costretta a fare

RETTIFICA – Come facilmente intuibile, la giornata per il momento è stata monopolizzata dall’argomento Suning, che ha tolto un po’ di spazio alla stessa Inter (vedi editoriale). Sul tema sono intervenuti diversi addetti ai lavori, ognuno con un’opinione personale. Nel pomeriggio è arrivata anche una rettifica da parte del giornalista Franco Vanni (“La Repubblica”), che ha assicurato: «Fonti vicine a Suning fanno sapere che il riferimento di Zhang Jindong, nel discorso ai dipendenti che segue il Capodanno, non sarebbe agli investimenti esteri (tra cui l’Inter in Italia), ma alle sole attività “domestiche” in territorio cinese. Vediamo un po’ che succede…». Di tutt’altro avviso il collega Carlo Festa (“Il Sole 24 Ore”), che segue da vicino le evoluzioni finanziare della proprietà nerazzurra: «Beh, a me sono sembrate chiare le parole. Cedere tutto quello che non è core. Al di fuori del retail. Lo sport non è per definizione core. Se poi non vendono l’Inter è solo perché non vogliono fare una minusvalenza di 400 milioni. Mica perché c’è la passione per i colori».

DIBATTITO – Questo scambio di battute ha generato un dibattito su Twitter, portato avanti da Vanni: «Certo. E ancor più chiare delle parole sono le azioni: avessero trovato qualcuno che paga quel che chiedono, avrebbero già venduto. Ciò detto, penso sia giusto che, se Suning vuole precisare, possa farlo. Poi, come scrivevo su, vediamo quel che succede». L’ultima risposta, per ora, è di Festa: «Quello sì. Ma pensa solo una cosa. Stanno facendo una ristrutturazione del gruppo. In queste riorganizzazioni c’è rischio di mandare a casa tanti dipendenti. Ora il governo di Pechino cosa gli dice: taglia i dipendenti e continua a investire sull’Inter? Ovvio che non possono. Quando Suning ha comprato l’Inter anni fa, voleva fare acquisizioni in Europa nel suo core business. Quindi serviva un veicolo pubblicitario. Ora il mondo è cambiato. Soprattutto dopo il Covid-19». Premesso che la rettifica è doverosa ma non ha peso specifico in questo periodo di “transizione”, quest’ultimo è il punto di vista che condivide la maggior parte degli interisti. Ecco perché, ancora di più in questo periodo, le veline non hanno valore e non conferiscono credibilità a chi è assente (con motivazioni anche valide, sia chiaro). Servono i fatti e una presa di posizione netta: se Suning deve liberarsi dell’investimento fatto sull’Inter, lo faccia evitando di svalutarla prendendo tempo ora che non serve. Perché l’avvicinarsi delle scadenze non fa negoziare al rialzo. Altrimenti corregga immediatamente il tiro, senza intermediari. Anche perché l’Inter non può continuare a essere materia di chiunque.

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