Suning ha già investito 474 milioni, i conti hanno due locomotive – GdS

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27 ottobre 2018, 11:08
Zhang Jindong Suning

La “Gazzetta dello Sport” sottolinea che Suning ha già investito nell’Inter 474 milioni. E non ha intenzione di fermarsi: i conti sono in miglioramento costante.

DUE LOCOMOTIVE – Nell’era del fair play Uefa l’autofinanziamento è un must. Tutte le grandi squadre d’Europa vi aderiscono, con la situazione controversa del Psg e delle sue mega-sponsorizzazioni qatariote. L’Inter, emersa dalle retrovie della transizione Moratti-Thohir, dal 2016 viaggia con due locomotive: da un lato gli apporti dell’azionista, dall’altro la crescita del proprio giro d’affari. Ecco perché, in termini di potere di spesa, il gap economico con l’élite europea non può misurarsi solo attraverso il fatturato.

SUNING INVESTE – Nelle prime due stagioni Suning ha pompato nelle casse nerazzurre ben 474 milioni: 142 come aumento di capitale iniziale, altri 105 convertiti in conto capitale e 227 di prestiti (dei 231 totali 4 sono stati rimborsati dall’Inter), di cui 119 nel corso del 2017-18. È tutto quanto equity, cioè soldi freschi che assicurano la continuità aziendale dell’Inter, anche se i 227 milioni di cui sopra risultano come finanziamento fruttifero (pagati finora 11 milioni di interessi). Un equivoco che si risolverà probabilmente una volta che verrà liquidato il 31,05% di Thohir. Ecco perché non preoccupa l’indebitamento del club: 487 milioni, al netto dei crediti, al 30 giugno 2018, ma quasi la metà sono nei confronti di Suning (pronta a convertirli in qualsiasi momento se dovessero richiederlo i parametri Figc-Uefa) e 292 sono relativi al bond con scadenza nel 2022 al tasso del 4,875%.

CRESCITA NECESSARIA – Non a caso la gestione si sta riequilibrando: nel 2017- 18 perdita di 18 milioni (-25 nel 2016-17, -60 nel 2015-16, -140 nel 2014-15). Nonostante la stretta del governo di Pechino sugli investimenti esteri nello sport, Suning ha continuato a sostenere i nerazzurri e lo farà anche in futuro, come ha promesso Steven Zhang. Con un’avvertenza: l’Inter, al pari dei top club, dovrà crescere a livello commerciale e infrastrutturale, indipendentemente dal sostegno finanziario dell’azionista. È la seconda locomotiva della gestione cinese.

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