Suma: “Inter attaccata per distruggere il Milan! E il caso Thohir?”

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20 gennaio 2018, 16:44
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Mauro Suma – giornalista di “Milan TV” -, nel consueto editoriale per il portale “Tutto Mercato Web”, emula il collega Serafini e sferra un attacco contro la stampa mettendo in mezzo la questione legata alle quote dell’Inter, divise oggi tra Thohir e Suning, per sottolineare la “malafede” di chi ha dubbi sulla nuova proprietà del Milan dopo la successione da Berlusconi a Li

SOLO MILAN? ECCO L’INTER – “Ebbene sì, è il caso di soppesare con attenzione e magari anche di spaccare il capello in quattro. Il combinato disposto di ieri di due quotidiani sul mirino aperto nei confronti dell’acquisto dell’Inter da parte di Erick Thohir è uno specchietto per le allodole, non tanto per i tifosi rossoneri, quanto per altri ambienti e altri ambiti. Il messaggio avvitato ai titoli di ieri, non di prima pagina in ogni caso come è capitato per il Milan e per Silvio Berlusconi (noblesse o sovraesposizione?), è abbastanza chiaro: visto che non siamo prevenuti? Visto che siamo così credibili da non andare solo sul Milan? Alt, chiaro, capito. E lo sviluppo quale può essere… che quando torneremo sul Milan potremo picchiare duro visto che ci siamo occupati un giorno anche dell’Inter? Tu chiamale se vuoi sensazioni malevole o robe da azzeccagarbugli, ma così tanto campate in aria non appaiono”.

CASO THOHIR IRRISOLTO – “Indipendentemente dalle indagini (se abbiamo letto bene non solo una relazione come nel caso del Milan) che farà la Guardia di Finanza, un caso resta clamoroso. Thohir: prende l’Inter nel 2013 con 79 milioni di euro (e poi si va a fare le pulci a chi ne investe 10 volte tanto), le presta soldi a tassi molto alti, la tiene a bagnomaria fra il quinto, l’ottavo e il quarto posto (quest’anno sarebbe un grande risultato) fino al 2016 quando la cede a Suning guadagnandoci in termini di tassi d’interesse e pur non essendo operativo in alcuna decisione ne rimane presidente con una proprietà ben diversa da quella che si riconosceva in lui. E qualche malalingua ipotizza, dopo la disponibilità a dimettersi manifestata dallo stesso Thohir fin dal luglio 2017, che la sua permanenza in carica sia dovuta al fatto che non ci sia un accordo su ciò che alcuni definiscono cessione delle ultime quote e che altri chiamano invece buonuscita. Insomma con un caso conclamato e solare del genere aperto e irrisolto, l’esercizio di fare le battutine a ogni ora del giorno e della notte su Yonghong Li come lo dovremmo definire? Il ventaglio è molto ampio, fate pure, c’è posto”.







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