Mondo Inter

Suarez: “Inter, Suning venuta per fare soldi. Non conoscono il calcio”

Luis Suarez, ex bandiera dell’Inter targata Angelo Moratti, nel corso di una lunga intervista rilasciata a “Il Giornale” ha parlato della sua esperienza in nerazzurro e delle successive intuizioni da dirigente. Non mancano le critiche all’attuale proprietà nerazzurra

RICORDI – Luis Suarez ricorda il suo passaggio all’Inter per volontà di Helenio Herrera«Herrera? Era di quaranta, cinquant’anni più avanti di tutti. Sapeva tutto, allenamenti intensi ma sempre ognuno con un pallone tra i piedi. Fu lui a portarmi all’Inter.  Il mio passaggio dal Barcellona ai nerazzurri portò venticinque milioni di pesetas ai blaugrana che stava attraversando una crisi finanziaria pesante, per la costruzione del nuovo stadio e la difficoltà a sbarazzarsi del vecchio. Con i nerazzurri periodo migliore della carriera? All’Inter anni d’oro. Ho vinto tutto, tranne il titolo mondiale con la nazionale spagnola. Ogni tanto chiedo a Beppe Bergomi che sapore abbia avuto quella coppa, vinta a Madrid, per lui. Dirigenza? Insieme con Mazzola abbiamo portato Pirlo, Seedorf, Frey, Simeone, Zamorano, Silvestre. Ci è sfuggito Ronaldo, il portoghese, che avevo contatto personalmente».

SENZA CUORE – Suarez, infine, attacca Suning, dal 2016 proprietaria dell’Inter: «Immaginavo un Inter in mano a proprietari cinesi? Mai e mi dispiace moltissimo. Non sono più affezionato come lo ero e lo sono stato da quando sono arrivato in Italia. Ho sperato in una cordata di imprenditori, milanesi e non, ma quando ho visto il centro sportivo di Appiano Gentile, intitolato ad Angelo Moratti, che porta in lettere grandi, molto grandi, il nome Suning e, in basso, in memoria, addirittura scritta in inglese, di Angelo Moratti allora non sono riuscito a frenare la rabbia. Questi sono venuti per fare soldi, non conoscono altro, non hanno cultura, non conoscono il calcio, possono cancellare quello che vogliono ma la storia dell’Inter e dell’uomo che l’ha fatta grande e che ha voluto quel centro sportivo, non può essere cancellata da nessuno, anche da chi sta cercando di tornare a vincere tutto. Non vado a San Siro da tempo ma non c’è più quel cuore della grande squadra e del grande club».

Fonte: Tony Damascelli – Il Giornale

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