Stramaccioni: “La mia Inter vinse contro una Juventus invincibile. Moratti…”

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22 Marzo 2020, 00:04
Andrea Stramaccioni
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Stramaccioni è stato intervistato dal sito “Calciomercato.com”. L’allenatore, in panchina all’Inter nella parte finale della stagione 2011-2012 e in tutta quella successiva, ha ricordato la vittoria con la Juventus e il rapporto con Moratti.

IL TRIONFOAndrea Stramaccioni torna sulla sua serata principale in nerazzurro: «È stata una vittoria dell’interismo. So di essere stato il primo allenatore a vincere allo Stadium e so che la rivalità tra Inter e Juventus è anche a volte superiore a quella col Milan. Quella Juventus era quasi invincibile, allenata da un maestro come Antonio Conte, ma l’Inter coi suoi campioni fece una grande partita con Diego Milito, Antonio Cassano, Esteban Cambiasso, Walter Samuel, Samir Handanovic, sicuramente dimentico qualcuno. Segnò Rodrigo Palacio, c’era Fredy Guarin, quella partita ci diede tanto e valse triplo quella vittoria per come arrivò. Ce la giocammo a viso aperto. C’era stata qualche scaramuccia prima della partita, era tesa la vigilia del big match, Giuseppe Marotta commentò una cosa sulle tre punte, poi mi chiarii con lui. Entrammo in campo molto carichi, una vittoria da campioni contro una super Juventus».

PRESIDENTE – Stramaccioni elogia Massimo Moratti: «È stato un grande presidente. Ne vorrei più come lui, adesso vedo più figure commerciali. Gli illustrai la mia Inter e dissi quel poco che sapevo fare. Davanti a quei campioni tecnicamente è difficile insegnare qualcosa, devi convincerli in modo importante. Oltretutto non sono stato un grande giocatore, avevo una squadra di campioni. Moratti è appassionato ma anche intenditore, finita la chiacchierata mi disse che ero il nuovo allenatore dell’Inter. Era un sogno per me, davvero, mi sono laureato in legge e prima allenavo, ma intanto lavoravo in uno studio legale. Lui dietro la panchina quando allenavo la Primavera per sentire cosa dicevo ai giocatori? Giocavamo a Londra contro l’Ajax (finale di NextGen Series 2011-2012, ndr), mi colpì molto l’atmosfera e tutto. Moratti, anziché andare in tribuna, si mise dietro di me. Qualche parola mi scappò, ovviamente, ma non penso fosse lì per quello».

Fonte: Calciomercato.com


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