Stipendi, club di Serie A vantano arma legale. Aic pronta allo scontro – CdS

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10 Aprile 2020, 09:59
Damiano Tommasi AIC
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Secondo quanto riporta il “Corriere dello Sport”, i club di Serie A avrebbe consultato un esperto in diritto societario, Massimo Zaccheo, per sondare le vie legali in caso di scontro sugli stipendi. Anche l’Aic preparerà un eventuale ricorso alla giustizia in tribunale, ma entrambi vorrebbero evitare una causa

STRATAGEMMA – I presidenti e gli avvocati dei club di Serie A, nella giornata di ieri, hanno ascoltato con attenzione il parere di Massimo Zaccheo, noto avvocato esperto di diritto societario che insegna all’Università la Sapienza. Secondo il legale, le società non sarebbero tenute a pagare gli stipendi dei calciatori durante il periodo in cui è stato loro imposto dal Governo di non giocare e di non allenarsi. Una bella notizia per i proprietari, ma da sola non basta per sistemare i bilanci a meno che non si voglia andare in causa con i propri tesserati.

TAGLIO – Il parere dell’esperto Zaccheo avallava la dura posizione della Lega Serie A, esposta lunedì scorso. All’Aic è stato chiesto un taglio di due mensilità lorde, se si tornerà a giocare, e di quattro se il campionato non terminerà. Dal punto di vista giuridico, ha spiegato Zaccheo, i decreti emanati dal governo hanno bloccato l’attività sportiva e hanno impedito agli atleti di svolgere le loro prestazioni. Non sono state le società a impedirle. Si tratta del “factum principis”, cioé di una impossibilità oggettiva ad effettuare una prestazione derivante da un ordine di autorità. E siccome quest’ultimo esula dalla sfera di controllo del debitore e non gli è imputabile, non c’è obbligo di pagamento.

SCONTRO – Dopo queste parole, i club hanno realizzato di avere (forse) il coltello dalla parte del manico. In questo modo, i club non dovranno corrispondere ai loro calciatori gli stipendi da quando sono stati sospesi gli allenamenti. I tesserati, dal canto, loro fanno notare che gli allenamenti stanno procedendo da casa, singolarmente, con macchinari e programmi inviati proprio dai club. Vero che non stanno giocando, ma non sono neppure in vacanza. Se si stanno tenendo in forma, è proprio su richiesta dei club.

ACCORDO – Premesso questo, la sensazione dei presidenti è che se si dovesse finire in causa, un giudice opterebbe per il saldo del pagamento mancato. Allo stesso tempo, però, c’è consapevolezza che portare i calciatori in tribunale, magari col campionato in corso, non è esattamente una bella mossa. Il “factum principis“, tuttavia, potrebbe diventare elemento cardine nelle trattative interne allo spogliatoio, quelle tra dirigenti e singoli calciatori. L’obiettivo, da ambo le parti, è quello di arrivare ad un accordo ben prima di un’aula giudiziaria. La Fifa spinge per una risoluzione pacifica, mentre l’Aic vuole tutelarsi legalmente consultando i suoi rappresentanti in materia. La sensazione è che il conflitto “freddo” sia solo ai primi vagiti.

Fonte: Corriere dello Sport – Andrea Ramazzotti


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