Spalletti resuscita l’Inter: miglior difesa, moduli variabili e Brozovic…- GdS

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31 ottobre 2018, 07:54
Spalletti

La “Gazzetta dello Sport”ci racconta di cos’è cambiato nell’Inter un mese dopo la sconfitta casalinga contro il Parma. Luciano Spalletti ora vanta la miglior difesa del campionato e ha trovato la giusta misura nel variare i sistemi di gioco. Il tecnico deve continuare a lavorare sulla mentalità, per evitare blackout futuri.

L’INTER UN MESE DOPO PARMA– Un mese e mezzo fa l’Inter perdeva in casa contro il Parma e molti dubitavano di Luciano Spalletti, qualcuno ne chiedeva l’esonero. Oggi ci domandiamo se l’Inter possa diventare l’anti-Juve, assieme o in alternativa al Napoli, con cui divide il secondo posto. Se l’anti-Juve non esiste, a meno che la stessa Juve non decida di farsi del male da sola perché distratta dalla Champions League. Ma c’è qualche possibilità che l’Inter diventi la squadra più fastidiosa per i bianconeri.

LA MIGLIOR DIFESA– Di solito la miglior difesa è prerogativa della Juventus ma alla decima giornata la porta meno battuta risulta essere quella interista. Appena sei reti incassate, contro le sette bianconere. Ultimo gol preso, a Ferrara contro la Spal il 7 ottobre, a firma Alberto Paloschi, poi  Samir Handanovic abbassa la serranda. C’entrano la bravura di Handanovic, di Stefan De Vrij, Joao Miranda e Milan Skriniar. E incide l’essere squadra, il ricompattarsi rapidi nelle transizioni negative. Un esempio? Nella ripresa dell’Olimpico, con l’Inter sopra di due gol, Ivan Perisic si è sorbito 80 metri di corsa all’indietro per aiutare i compagni su una ripartenza laziale, disinnescata in ultimo dal croato con un appoggio al portiere.

IL SISTEMA DI SPALLETTI– Spalletti l’altra sera ha rispolverato il 4-3-3, rinunciando al consueto 4-3-2-1. Il modulo dell’Inter, con Joao Mario mezz’ala e Marcelo Brozovic basso davanti alla difesa, mutava a partita in corso, in 4-1-4-1. Gli interni, appunto Joao Mario e Matias Vecino, erano sempre alti e incursori. Con questo escamotage, l’Inter ci ha ricavato in aggressività, sopperendo così all’assenza di Radja Nainggolan. Nello stesso tempo Brozovic non ha sofferto di sbilanciamenti, ma anzi compensava gli equilibri della la squadra. L’impressione è che Spalletti lavori per fare del croato una specie di nuovo Danilo De Rossi.

GAMBE, PALLEGGIO E TESTA– Nel primo tempo di Roma si è ammirato un giro-palla luccicante, pulito e preciso, un’alta definizione di passaggi mai vista. Imponente, quasi sarriano, il possesso dei primi 45 minuti: 70,1 per cento contro 29,9. L’Inter è stata massiccia e palleggiante. Ma poi, con l’Inter si finisce sempre per parlare di testa, della pazzia endemica di cui soffre nel bene e nel male. Spalletti pare aver scavato nelle teste, creando un gruppo coeso. Va evitato il solito blackout interista. Come il mini-tunnel che l’Inter ha dovuto attraversare in partenza.

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