Spalletti preoccupato, ma la società non lo aiuta – GdS

Articolo di
23 gennaio 2018, 11:02
Spalletti

La “Gazzetta dello Sport” fa il punto della situazione di Luciano Spalletti all’Inter. Il tecnico mostra segni di insofferenza, e in effetti la società non sembra sostenere al massimo il suo lavoro.

INSOFFERENZA – I limiti dell’Inter iniziano a preoccupare Spalletti in prospettiva Champions League, a maggior ragione con una Lazio che domenica dopo domenica sale in autostima e mostra margini di crescita decisamente superiori a quelli di Icardi e compagni. Suning chiede il ritorno immediato nell’Europa che conta, e lo fa nonostante un mercato finora impalpabile (sia in estate sia in questa finestra invernale), dal canto suo Spalletti inizia allora forse a stufarsi di fare da scudo a tutti, di garantire traguardi che vanno magari oltre il reale valore tecnico della rosa, di recitare in un certo senso la parte dell’«aziendalista» a oltranza. L’attuale bocca da fuoco non basta per mettere al sicuro almeno il quarto posto in campionato, la rosa va completata e migliorata.

LUCI E OMBRE – Spalletti di suo ci ha già messo molto. Il bicchiere mezzo pieno è infatti figlio quasi unicamente della bravura mostrata sul campo proprio dal tecnico toscano: la squadra non ha mai perso negli scontri diretti, dimostra solidità a livello di organizzazione e resta sempre agganciata alla partita anche nei momenti più complicati. Tutti indicatori di un lavoro attento, professionale e all’avanguardia durante la settimana, sia tecnicamente sia dal punto di vista mentale. C’è poi però un preoccupante bicchiere mezzo vuoto: appunto il lunghissimo digiuno di vittorie (l’ultima il 3 dicembre, 5-0 al Chievo); la crisi piena di alcuni uomini-chiave, tipo Perisic e Candreva; le scarse alternative e soprattutto la bassa qualità generale da centrocampo in avanti.

NIENTE PIANO B – Nei momenti di difficoltà il 58enne tecnico nerazzurro si gira verso la panchina e non può fare altro che constatare una certa povertà di alternative, obiettivamente un grave handicap per chi è «obbligato» a non perdere di vista le prime quattro posizioni. In pratica, Luciano da Certaldo non può oggi permettersi un «piano B» convincente dal punto di vista tattico. E qui le colpe della proprietà non sono tra- scurabili.







ALTRE NOTIZIE