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Spalletti: “Non essere più allenatore dell’Inter non l’ho deciso io. Eriksen…”

Spalletti dice tutto. L’allenatore (ancora sotto contratto con l’Inter), intervenuto in collegamento con “Sportitalia Mercato” dagli “Italian Sport Awards” di Castellammare di Stabia, dopo una prima parte con commenti legati anche al mancato passaggio al Milan (vedi articolo) ha proseguito sul cambio in panchina di fine maggio. Un commento anche su Eriksen.

DA TITOLO? – A Luciano Spalletti viene chiesto se l’Inter può vincere la Serie A: «Diventa difficile poter dire questo. È chiaro che la Juventus ha ancora più potenziale, perché da parte sua oltre ad avere i calciatori, come le hanno le altre squadre, ha l’esperienza e il carattere dei vincenti che probabilmente l’Inter ancora non ha, nonostante stia facendo risultati importante stia facendo benissimo in campionato, per quanto riguarda il calcio che vuole proporre. L’Inter in questo momento è una realtà che può andare a inserirsi, però ci vuole sempre un po’ di disponibilità da parte della Juventus ancora, perché la vedo ancora più forte».

TERZA INCOMODA – Spalletti parla della squadra che domani, battendo il Verona nel recupero, supererebbe l’Inter: «La Lazio ha continuato in questi anni a crescere, a essere quella squadra pragmatica che sa che calcio vuol fare. Ha un allenatore che ormai bisogna parlare di un veterano (Simone Inzaghi, ndr), uno che conosce bene quello che è il suo lavoro. Ha una società che ha costruito piano piano e protetto giocatori per fare poi una realtà forte. Però ci vuole sempre la disponibilità della Juventus. La Lazio ormai è dentro perché sono convinto che se la giocherà fino all’ultimo, per quelle che saranno le situazioni che le verranno concesse».

IL BIG – Spalletti non si fa mancare un commento sul grande acquisto di gennaio dell’Inter: «Christian Eriksen è un calciatore fenomenale. Lo conoscono tutti, è un calciatore molto pulito e in alcuni momenti anche lineare, però è geniale nelle scelte che ha. È uno da ultimo passaggio, è uno da gol, è uno da fase di possesso, è uno che sa gestire la palla. È un calciatore importante, come Romelu Lukaku è un calciatore importante».

IL PASSATO – Continuano le frecciatine di Spalletti sulla scelta di avvicendarlo con Antonio Conte: «Questa è la mia professione e il mio lavoro. Io ho tentato di dare il meglio di me stesso sino all’ultima giornata, spero che l’abbiano fatto tutti. Di continuare o no a essere l’allenatore dell’Inter non l’ho deciso io, si accettano quelle che sono le decisioni prese. Quello che diventa fondamentale è dare soddisfazione al pubblico interista, che sono tanti e sono affezionati alla squadra e al calcio. Sono contento com’era lo stadio pieno, com’è attualmente ed era con noi, e sono contento di quando li vedo gioire. Quella situazione lì è diversa da quella di ora».

COME VINCERE? – Spalletti chiude esprimendosi su come l’Inter potrebbe competere per il titolo: «Voi stessi parlate che ora il gap è diminuito, la cosa fondamentale sono sempre i calciatori. Per andare a giocare un campionato con la Juventus bisogna che avvicini il livello di personalità, di struttura, di forza mentale e di esperienza alle vittorie e alle partite importanti di loro. È chiaro che poi la differenza la fanno i calciatori che riesci ad avere a disposizione. Se fai degli acquisti come hai fatto è chiaro che vai a giocare per altri obiettivi».

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