Spalletti ha bisogno di un nemico, altrimenti si fa guerra da solo – CdS

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21 agosto 2018, 10:04
Luciano Spalletti Milan-Inter

Luca Telese nel suo editoriale sul “Corriere dello Sport” sottolinea un aspetto a suo dire fondamentale dello stile di Spalletti. Il tecnico ha bisogno di un nemico per rendere, e al momento non lo ha.

FIGURA IMPORTANTE – In casa Inter c’è il tema della spallettocrazia. In una squadra in cui a Rafa Benitez nessuno ha perdonato le tute e i calzini dei Simpson (che al primo incontro scandalizzarono Milly Moratti), e a Mazzarri le manone da contadino e il collo taurino, l’eugenetica in panchina è sempre stata la più feroce delle non scritte regole nerazzurre. Massacrarono persino gli zigomi saldi e spigolosi di de Boer, con la storia delle lavagnette e del traduttore (eppure aveva scontto la Juve), e non smisero mai di rimpiangere Mancini, che per ciuffo e capacità dialettica aveva standard da nuovo Triplete. Ovvio che il cranio lucido di Spalletti, i cappotti a taglio stretto, e la sua lingua intinta nel sarcasmo acuminato e fumantino, fossero segni rivelatori di un carisma da predestinato.

SERVE UN NEMICO – Solo che Spalletti funziona quando costruisce la sua narrazione contro un nemico: alla Roma (per ben due volte) lo fece con dualismo anti-tottiano (esteso persino a Ilary Blasi con la saga a puntate del “piccolo uomo”). Nel primo anno in nerazzurro con le invettive del non-ho-la squadra, e questa-società-fantasma-non-mi-merita. Stavolta, con Sabatini che gli costruisce la squadra perfetta e il rinnovo al 2021, Luciano si ritrova improvvisamente senza opposizione. Un dramma.

GUERRA A SE’ STESSO – Così sceglie, come talvolta gli capita, di farsi guerra da solo. Ad esempio incaponendosi sui suoi pallini di palingenesi (fare di Dalbert il nuovo Emerson) o varare un centrocampo da minuetto sansirese su un campo di battaglia omerico. Mazzarri fu lapidato per essersela presa con la pioggia (indimenticabile partita con il Cesena), su Spalletti non un sussurro, malgrado si sia spinto ad inveire persino contro il terreno di gioco. L’unica cosa certa è che alla costruzione perfetta manca un unico tassello: il sostituto di Modric. Tuttavia se Luciano troverà un nuovo nemico ce lo dimenticheremo tutti, e l’Inter tornerà a vincere. Il dettaglio bello, crudele e gladiatorio di queste storia è che Spalletti dovrà trovare la quadra proprio contro il coriaceo Torino del venereo ex Mazzarri.







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