Spadafora: “Serie A, decisione entro metà maggio. C’è una road map”

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5 Maggio 2020, 08:44
Vincenzo Spadafora Serie A
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Seconda parte dell’intervista del ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora,  al “Corriere della Sera”. Qui trovate le sue prime dichiarazioni, in cui si sottolinea l’importanza di agevolare la ripresa della Serie A, ma con le giuste garanzie

PANTANO – I problemi della Serie A non si fermano all’eventuale ripresa. Ma se il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, sta prendendo in considerazione l’idea di staccare la spina al campionato, la FIGC sarà costretta a muoversi nel fango di promozioni, retrocessioni e classifiche stilate a tavolino. Potrebbero esserci anche ritorsioni legali da parte dei club: «È una preoccupazione di FIGC e Coni. Stiamo prendendo in considerazione la questione, ma spero di ripartire e non doverlo affrontare».

TEMPO – Nei giorni scorsi, la decisione del primo ministro francese, Édouard Philippe, di sospendere definitivamente la Ligue 1 sembrava un indizio troppo forte da ignorare. L’Italia e il suo Governo continuano a temporeggiare: «Quando dico aspettiamo si replica che voglio chiudere il campionato di Serie A. La mia non è un’attesa irriverente, menefreghista o pertirare a campare. Ora non siamo in grado di dire quando ripartire. Comunque il 17 maggio dovrebbe esserci un consiglio europeo dei ministri dello Sport per confrontarsi proprio su questo argomento».

CHIAREZZA E ROAD MAP – Nel frattempo, però, continua a mancare chiarezza sul fronte italiano. Le Regioni stanno facendo di testa loro, in mancanza di una road map accurata: «L’abbiamo data. Il 4 maggio ripresa allenamenti individuali, il 18 dei collettivi (nel rispetto del protocollo) ed entro fine maggio si potrà dire se riprendere o no la serie A. Insomma un po’ di pazienza bisogna averla. Altrimenti, come avevo detto provocatoriamente, l’alternativa è fare come la Francia e chiudere, ma io non voglio questo. Oggi come posso dire se il 14 giugno il campionato potrà riprendere? Non lo so, perché non ho gli elementi scientifici e non perché sia contro. Io infastidito? Il fastidio è verso qualche dirigente sportivo o politico che butta benzina sul fuoco, mostrando una mancanza di unione di intenti. Nessuno tra i politici che mi attacca vorrebbe essere al mio posto».

CONTROVENTO – In tutto questo marasma, c’era anche chi ventilava le dimissioni per il ministro Spadafora: «No, andrò via quando finirà l’esperienza di governo. Chiunque auspica qualcosa di diverso è male informato. Riforma dello sport coordinata con Coni o con Sport e Salute? Una situazione ereditata, ma non deve essere una battaglia di parte. Estraneo a certi ambienti, posso decidere in libertà senza schierarmi».

SOSTEGNO – Chiosa finale sugli sport di base, a cui il nuovo decreto dovrebbe restituire un minimo di ossigeno: «Ricordo due provvedimenti del prossimo decreto – sottolinea Spadafora – i 100 milioni già annunciati del credito sportivo e il 70% per le associazioni dilettantistiche, mutui a tasso zero. Vi anticipo che stanzieremo un fondo straordinario, a fondo perduto, per le società di base».

Fonte: Corriere della Sera – Daniele Dallera e Guido De Carolis


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