Spadafora: “Insultato dai presidenti di Serie A. Calcio incapace di decidere”

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12 Marzo 2020, 09:50
Vincenzo Spadafora
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Il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ha concesso una lunga intervista tra le pagine de “La Gazzetta dello Sport”. Qui la prima parte, in cui c’è l’attacco ad alcuni presidenti di Serie A, rei di aver bistrattato gli inviti del governo 

EMERGENZA – Non più tardi di qualche giorno fa, il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora aveva concesso la possibilità di disputare i match di Serie A a porte chiuse. Il batti e ribatti con la Lega sembra ormai un lontano ricordo. In pochi giorni, c’è stato il primo contagio nel nostro campionato (QUI i dettagli) e molte altre polemiche nel mezzo: “Ora dopo ora, siamo di fronte a un’emergenza straordinaria e lo scenario può cambiare e richiedere nuove decisioni. Proprio per questo sono rimasto perplesso di fronte alle polemiche degli ultimi giorni“.

VELENI – Sabato sera era arrivato il provvedimento governativo che avrebbe consentito i recuperi delle gare di Serie A senza pubblico. La mattina dopo, proprio Spadafora aveva chiesto a gran voce la sospensione delle ostilità: “Io dico che quella notte avevamo già considerato la possibilità di sospendere tutto, ma abbiamo preso la decisione di continuare a monitorare la situazione con l’aiuto del comitato tecnico scientifico ora per ora. E quando abbiamo capito che quella sarebbe stata la strada più giusta, abbiamo sperato che la Lega avesse un sussulto di dignità verso tutto il Paese, i tifosi, i calciatori. Il governo poi si è assunto le sue responsabilità, registrando la grande incapacità del calcio a decidere. E vorrei dire che ora mi è tutto più chiaro“.

POLEMICHE – La stoccata del ministro ha un chiaro indirizzo di spedizione: “Mi riferisco al fatto che le norme non c’entrano niente. Che il Decreto del presidente del consiglio dei ministri serviva per mettere a riparo Lega e Sky dal rischio dei risarcimenti. Una delle due ci avrebbe rimesso. Solo una questione di soldi. E non mi faccia parlare dei messaggi che ho ricevuto. Da parte di quei presidenti che prima mi insultavano per far giocare le partite, e poi hanno detto di chiudere tutto. Chiedo di capire che ci sono circostanze in cui nessuno è immune, e bisogna avere la flessibilità necessaria per affrontare questi scenari. Flessibilità che non c’è stata. Perché, ripeto, la linea è stata dettata solo da ragioni economiche“.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Valerio Piccioni

 


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