Severgnini: “Non aspettavo quest’Inter, sembrava l’Atalanta! D’Ambrosio…”

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19 marzo 2019, 09:09
Beppe Severgnini

Beppe Severgnini, giornalista e scrittore, è stato intervistato dal quotidiano “La Gazzetta dello Sport”. Nel commentare il derby Milan-Inter di domenica sera ha dato una sua visione della stracittadina, paragonando la squadra di Luciano Spalletti all’Atalanta ed elogiando Danilo D’Ambrosio.

METAMORFOSIBeppe Severgnini commenta il derby di domenica: «La verità? Nessun interista si aspettava un derby così, eravamo increduli. Ho anche pensato di aver sbagliato canale perché sembrava di vedere l’Atalanta, abituata a correre in quel modo. Invece con il gol di Matias Vecino ho capito che era davvero l’Inter… Poteva essere la partita di una squadra in liquefazione, come quella vista con l’Eintracht Francoforte. È stata invece molto divertente: noi amiamo il calcio perché ci divertiamo. C’è sempre un po’ di sofferenza nelle partite – e noi interisti la conosciamo bene – e poi c’è il trionfo. Mi è dispiaciuto perdere con la Juventus ma nel primo tempo abbiamo giocato bene: contro la Fiorentina, la partita del VAR, il “veramente assurdo rigore”, abbiamo pareggiato ma ci siamo divertiti. Il Milan ci ha trovato in giornata. Poteva perdere 4-1 o pareggiare, ma c’era Danilo D’Ambrosio “santo subito”: sembrava un incrocio fra Roberto Carlos e Marcelo».

PALCOSCENICO DI PRESTIGIO – Severgnini non pensava a un epilogo del genere: «No, sennò non sarei interista. D’altronde quando cantiamo “Pazza Inter” lo facciamo non perché abbiamo scelto un aggettivo tra i venticinquemila del vocabolario: sappiamo quello che diciamo. Credevo che in campo ci fossero dei sosia, mi auguro che i sosia siano quelli visti con l’Eintracht Francoforte… Credo che per giocatori di livello come quelli dell’Inter siano più motivanti un grande stadio, un grande pubblico e un grande avversario. San Siro pieno, anche se milanista, poteva aiutare. D’altronde quest’anno le cose più orrente le abbiamo fatte nelle partite minori. Altri derby così? Mi ricordo uno straordinario Maicon nel maggio 2012. Vincemmo 4-2, Diego Milito segnò una tripletta ma il brasiliano fece un gol meraviglioso, con un tiro da destra nell’altro incrocio, da rivedere quaranta volte. Ricordo il tacco decisivo di Rodrigo Palacio nel 2013 o il gol di Mauro Icardi all’andata. Alcuni interisti dicono che vorrebbero vincere il derby con un autogol al 90′, giocando male. Ma non è vero: è più bello vedere partite spettacolari».

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Carlo Angioni

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