Serie A, tra oggi e domani l’ok del Cts agli allenamenti in gruppo – GdS

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11 Maggio 2020, 09:00
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Slitta il via libera del Comitato tecnico-scientifico al protocollo per gli allenamenti in gruppo. In settimana proseguirà l’iter tra i vertici del governo e dello sport. Filtra ottimismo, ma al minimo soffio di vento il castello di carte rischia di schiantarsi al suolo. La Serie A prova a riaccendere il motore, con cautela

LA SERIE A SPERA – Il via libera si fa attendere. Anche ieri, la fumata bianca si è persa nella necessità di condurre altri approfondimenti. E così, il Comitato tecnico-scientifico del governo ha deciso di posticipare l’invio della valutazione al ministro Roberto Speranza sulla ripresa degli allenamenti degli sport di squadra da lunedì 18 maggio. Il parere deve arrivare fra oggi e domani, altrimenti ci sarebbe un problema perché ci vuole un margine di tempo per tradurre le raccomandazioni nel protocollo che sarà curato dal ministero dello Sport.

SEGNALI – A un certo punto del pomeriggio, il posticipo della decisione è diventato un giallo. Il rinvio implica una nuova frenata per la Serie A? Per ora la lettura pessimista non trova consensi nei diversi palazzi coinvolti nelle scelte degli scienziati. Si è però riflettuto ancora una volta sulla Germania, poiché le notizie sulle positività alla Dinamo Dresda colpiscono (QUI i dettagli). Rafforzando il vincolo principale per la ripresa degli allenamenti: la quarantena allargata in caso di positività, un concetto che il protocollo FIGC nella sua prima versione limitava, ma su cui il Cts non vuole sentire ragioni.

DUBBI E PROCEDURE – Per ora gli scienziati devono occuparsi dell’ok agli allenamenti collettivi. Quindi del meccanismo esami preventivi – ritiro blindato senza contatti con l’esterno – «negativizzazione» di tutto il gruppo. Si punta sull’accuratezza dei test e l’autoisolamento del gruppo. Solo nella fase successiva, si  potrà parlare di partite e di ripresa del campionato di Serie A, con un nuovo protocollo. E si faranno i conti con la seconda parte del percorso. Quando accadrà? Su questo non c’è una risposta univoca.Non è un mistero che dietro il sì delle varie componenti si nascondano diverse perplessità. Al tempo stesso, ci sono dati confortanti sulla discesa della curva dei contagi. La speranza è che il rischio zero, irraggiungibile, si possa avvicinare nelle prossime settimane. Ma anche per questo non si possono avere in questo momento date certe sulla ripresa del campionato.

TEMPI – C’è poi il discorso date da affrontare. Il calendario è ormai da settimane schiavo del coronavirus. Ogni volta che si è ipotizzato uno schema di ripresa, c’è stata subito una ritirata strategica indotta da numeri tragici. Però, dei punti di riferimento devono esserci. Bisogna ripartire nella settimana fra il 7 e il 14 giugno. Anche perché la Uefa sarebbe disponibile ad allontanare ancora un po’ il traguardo limite, che per ora è fissato al 2 agosto. Questa apertura potrebbe persino ammortizzare un’eventuale fermata temporanea per la quarantena. Anche se bisogna sempre ricordare che l’obiettivo non è di evitare le possibilità per i suoi effetti sul sistema Serie A, ma per la tutela della salute delle persone coinvolte in questo processo.

PICCOLI PASSI – Questa settimana comunque sarà importante su diversi fronti. Intanto le squadre di Serie A dovranno completare tutti gli esami preventivi. Per ora siamo a quelli prescritti dalla Federazione Medico-Sportiva. Non ci sono solo tamponi e test sierologici. Ma anche le visite (per la valutazione cardio-vascolare e polmonare) che devono escludere qualsiasi complicazione per i calciatori che sono stati contagiati e sono usciti dal tunnel del virus.

Poi c’è il quadro istituzionale: parere del Cts, nuovo Dpcm o decreto legge sulle riaperture, protocollo per discipline di squadra e centri sportivi a cura del ministero dello Sport. Mercoledì c’è l’assemblea della Lega Serie A, che si occuperà soprattutto di diritti tv (ma inevitabilmente anche di ripartenza). Giovedì è in programma la giunta Coni con Vincenzo Spadafora. Poi dovrebbe essere fissato il consiglio federale. Ma c’è la variabile Giuseppe Conte. Il premier dovrà fare la sintesi fra questi vari fronti per cercare di comporre un approccio unitario. È scontato che il presidente del consiglio terrà in grande considerazione il parere degli scienziati. Un via libera condizionato sarebbe la premessa a un ragionamento sull’importanza sociale di una ripartenza.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Valerio Piccioni


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