Serie A pronta a ripartire: norme igieniche e allenamenti blindati – GdS

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9 Aprile 2020, 08:35
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“La Gazzetta dello Sport” fa il punto della situazione affinché il mondo del calcio possa provare a ripartire. La Serie A sta fissando date e misure necessarie perché tutto si svolga in sicurezza. I dettagli

ISOLATI – Un ritiro modello estivo per ricominciare. È l’invito che la commissione medica della FIGC rivolge a tutte le squadre relativamente al percorso per l’eventuale ripartenza dei campionati. “Nel confronto – è scritto nella nota diffusa dopo la riunione di ieri – è emersa come raccomandazione che nella prima fase il “gruppo squadra” sia raccolto in un luogo “chiuso” (centri sportivi o di allenamento e simili), ovviamente sanificato e rispettoso di tutte le norme igieniche-comportamentali anche per coloro che non appartengono al gruppo ristretto“. Il discorso coinvolgerebbe infatti non solo i calciatori e lo staff tecnico ma anche tutti gli altri: medici, fisioterapisti, magazzinieri. Le squadre come famiglie allargate che fra controlli e monitoraggi, si allenano senza uscire all’esterno.

ANALISI – Quanto ai controlli, l’impostazione è quella di seguire attentamente, soprattutto per quanto riguarda l’apparato respiratorio e cardiovascolare, i calciatori positivi e oggi guariti per verificare tutti gli effetti del virus. Ma il monitoraggio sarà esteso anche a gli altri con test molecolari, sierologici ed esami del sangue. Si va avanti seppure fra mille prudenze, in un Paese dove comunque quasi tutte le chiusure e i divieti saranno prorogati probabilmente dal 13 aprile al 3 maggio. La conferma dello stop agli allenamenti per le squadre è scontata, mentre c’è una riflessione in corso per le discipline individuali sollecitata da alcune federazioni. L’eccezione sarebbe riservata solo ad atleti potenzialmente olimpici.

ARBITRI – La commissione, presieduta dal professor Paolo Zeppilli, era integrata da alcuni degli specialisti al lavoro in queste settimane in prima linea sull’emergenza coronavirus. Sono stati coinvolti nella discussione anche Roberto Cauda (docente di malattie infettive alla Cattolica), Massimo Fantoni(primario del reparto covid-19 del «Gemelli»), Francesco Vaia (direttore dello «Spallanzani») e Walter Ricciardi (consigliere in queste settimane del ministero della Salute). Restano tre principi ispiratori su cui muovere tutta la macchina della ripartenza: semplicità, fattibilità e attendibilità medico-scientifica. Si deve partire in sicurezza. Altrimenti si sta fermi perché la salute viene prima di tutto. Naturalmente tutto il protocollo sarà esteso anche agli arbitri.

DATE – Ma il problema non sarà tanto partire, quanto come comportarsi nel momento in cui negli allenamenti, e poi ovviamente nelle partite, non si potranno più osservare le distanze interpersonali di sicurezza. È quello il punto dirimente, lo spartiacque. Un momento che probabilmente arriverà nella seconda metà di maggio. All’inizio del prossimo mese, sempre ché non si decida per ulteriori proroghe, sarà possibile cominciare con lo screening e i primi allenamenti soft. Ma poi su quali strade si proseguirà per riuscire a tagliare il traguardo della ripresa del campionato? Secondo questo schema comunque si potrebbe tornare a giocare il 24 (improbabile), il 31 maggio o il 7 giugno. In tempo per chiudere a metà luglio e lasciare spazio alle coppe europee sfruttando la disponibilità dichiarata dall’Uefa per la priorità ai campionati nazionali.

STEP BY STEP – Siamo soltanto però alle prime tracce dell’itinerario che potrebbe far ripartire la Serie A, ma anche la B e la C fanno parte dello stesso discorso. Il protocollo è ancora del tutto aperto alle osservazioni delle diverse componenti, primi fra tutti calciatori e allenatori, che entro venerdì faranno pervenire alla Commissione le loro osservazioni per giungere poi alla prossima riunione nella giornata di martedì. Il viaggio verso la ripartenza è sempre minacciato da mille potenziali complicazioni. E condizionato naturalmente dall’indispensabile via libera del governo Conte. Ma il calcio ora vuole provarci. Ovviamente a porte chiuse

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Valerio Piccioni


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