Serie A lontano dalla Lombardia? No secco di Inter e Milan – GdS

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16 Aprile 2020, 09:54
San Siro Inter Meazza
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Lega Serie A e Figc stanno riflettendo sulla possibilità di far traslocare i club delle regioni maggiormente colpite in altri stadi, per rendere più sicura la ripresa. Inter e Milan non ci stanno, l’Atalanta non ha ancora ricevuto proposte ma non sembra intenzionata ad andar via da Bergamo

ESODO – Concentrare tutta la Serie A in un’unica sede, come Roma, oppure distribuire le partite secondo una distinzione tra aree più o meno colpite dal virus. Possibilità su cui Lega  e Figc avevano riflettuto a lungo e in diverse fasi dell’emergenza. Idee che sembravano superate non appena il lockdown era stato esteso a tutto il paese. Oggi tornano d’attualità poiché la situazione in Lombardia resta più grave che in altre regioni. Milano e Bergamo, le città del campionato più colpite, dovrebbero chiudere San Siro e il nuovo Gewiss Stadium. Ipotesi che non entusiasma Inter e Milan. Ogni alternativa resta legata all’azione di contenimento del virus, che continuerà a dettare i tempi e i modi della ripresa.

CAUTELA – Quando le condizioni lo permetteranno, la ripresa sarà accompagnata da un protocollo specifico, riservato ai giocatori e a tutto il personale che opera a stretto contatto. Motivo per cui l’intero gruppo vivrà in una “bolla”, con disposizioni severe a tutela assoluta della salute. In questo modo ogni squadra godrebbe di una protezione totale, indipendentemente – è la teoria dei club – dal luogo in cui si svolgerebbe la partita. Lo stadio rigorosamente a porte chiuse completerebbe il quadro. La Serie A si sposterebbe rispettando ogni disposizione e incontrerebbe solo interlocutori che si muovono sullo stesso piano. In questo modo lasciare San Siro per un altro stadio non aumenterebbe il livello di sicurezza.

COMPLICAZIONI – Ci sarebbe semmai uno svantaggio – per chi dovesse lasciare il proprio stadio – a livello organizzativo e di costi. Questione esclusivamente tecnica, dato che i tifosi non potranno assistere alle partite e sostenere la loro squadra. Il Milan ha già sperimentato lo stadio senza pubblico e il risultato non è stato favorevole: 1-2 per il Genoa ospite. Potrebbe però intervenire una disposizione di divieto governativa, o della Regione. In questo caso i club dovrebbero necessariamente indicare un’altra sede per le proprie partite casalinghe. Se su questo punto non venisse trovato un accordo con la Lega, le società non potrebbero rifiutarsi di giocare nell’impianto alternativo che verrebbe loro indicato. Nel frattempo l’Atalanta, non avendo avuto indicazioni in merito, non ha preso in considerazione l’ipotesi di trasferirsi da Bergamo, a maggior ragione non valuta impianti sostitutivi.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Alessandra Gozzini


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