Serie A, le 5 sostituzioni come arma tattica: sorride Sarri, non Conte – GdS

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16 Aprile 2020, 09:36
Antonio Conte
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La Fifa sta pensando di aumentare il numero di sostituzioni per partita, quando potranno ripartire i campionati (QUI i dettagli). Nella nostra Serie A, potrebbe beneficiarne la Juventus di Maurizio Sarri, meno l’Inter di Antonio Conte, storicamente poco avvezzo al cambiamento

INNOVAZIONI – Cambia il mondo, cambia la vita attorno a noi e cambia (forse) anche il pallone. Tra le nebbie del calcio che sarà si intravedono novità storiche. In questi attimi si pensa a far cadere un vecchio totem del gioco, quello delle tre sostituzioni: nel caso in cui la palla torni a rotolare, potrebbe esserne consentite 5. La Fifa e l’Ifab mettono particolare attenzione alla salute dei calciatori e stanno valutando quanto potrebbe essere sfiancante una ripresa “compressa”. Tante partite in pochissimi giorni, magari sotto alla calura estiva. Insomma, meglio nuove regole di ingaggio per usare di più la vecchia cara panchina. Il tutto per la gioia di chi, come l’Atalanta di Gian Piero Gasperini, azzanna i rivali con i subentrati. E pazienza se ci sono colleghi assai più conservatori: Antonio Conte, ad esempio, è finora l’uomo che meno ha cambiato.

ARMA – Le 5 sostituzioni sarebbero sempre in tre slot per evitare che diventino un’arma tattica spezzettando il gioco fino allo sfinimento. Ma tra le tante conseguenze della pandemia ci potrebbe essere anche un cambiamento di consolidate abitudini tecniche. Ovviamente, ad essere agevolate sarebbero sempre le grandi, più ricche di denari e quindi di riserve di qualità. Non stupisce, così, che non ci sia club in Serie A che regali più minuti ai panchinari della Juventus: Massimilano Allegri era maestro del genere e anche Maurizio Sarri prosegue sulla stessa fruttuosa scia. Di squadre potrebbe schierarne due a settimana e gli è concesso pure il lusso della staffetta tra Paulo Dybala e Gonzalo Higuain (due gol a testa da panchinari), spesso usati a partita in corso.

CONSERVATORE – I subentrati bianconeri hanno giocato 1938’, un centinaio di più di quelli della Sampdoria, seconda in questa speciale classifica (1831). Uno dei segreti della Lazio dei miracoli è l’apporto robusto delle truppe a partita in corso: 1753’ complessivi. Felipe Caicedo valore aggiunto con 4 reti . Semmai spiazza vedere lì in fondo, in ultimissima posizione, l’Inter: i panchinari nerazzurri hanno giocato quasi 700’ in meno degli juventini. Il solo Alessandro Bastoni a Lecce ha potuto esultare per un gol. Conte non ha alle spalle la stessa opulenza, è stato penalizzato dagli infortuni, ma è storicamente poco incline a cambiare sinfonia. I suoi hanno uno spartito da mandare amemoria, preferibilmente per 90’.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Filippo Conticello


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