Serie A, il piano dei club per forzare la ripartenza: tre punti chiave – GdS

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18 Maggio 2020, 08:44
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Secondo quanto riporta “La Gazzetta dello Sport”, le modifiche al protocollo medico scientifico della Lega Serie A sono strutturate intorno a tre punti chiave. I club attendono passi in avanti del governo per facilitare la ripartenza. Nel frattempo, vediamo in dettaglio il piano per tornare in campo

TEST – La Lega Serie A ha fatto la sua mossa. I vertici del nostro calcio hanno ritoccato il protocollo medico-scientifico, e presto lo sottoporranno all’attenzione del governo. I club si aspettano maggior comprensione dai vertici dell’Esecutivo, ma nel frattempo hanno modellato le precauzioni necessarie per tornare in campo, a partire dai tamponi. Cambiano, infatti, le «procedure di screening iniziale applicate ai soggetti in possesso della scheda sanitaria FIGC». La necessità di effettuare più controlli sul gruppo squadra porta alla scelta dello schema della Federazione Medico Sportiva, assente nella precedente versione del protocollo. Lo staff medico effettuerà un tampone a 72-96 ore dall’inizio degli allenamenti di gruppo e «al tempo zero» degli allenamenti collettivi. Poi lo ripeteranno ogni 4 giorni. Il test sierologico per la ricerca degli anticorpi verrà effettuato all’inizio degli allenamenti collettivi e poi ogni 14 giorni.

ISOLAMENTO – Il protocollo divide giocatori (e il resto del gruppo squadra) in due e non più in tre gruppi. L’obiettivo è quello di «creare un gruppo medicalmente coerente con le indicazioni già fornite dal CTS in merito alle misure per il contenimento epidemico. Niente più raduno blindato e chiuso a qualsiasi contatto con l’esterno. Permane il concetto di «Gruppo squadra», che però sarà organizzato senza far ricorso alla «clausura» nel centro di allenamento. «I soggetti – recita il nuovo protocollo – appartenenti al gruppo squadra dovranno raggiungere il luogo di allenamento e far ritorno al domicilio al termine dell’allenamento con mezzi propri e rispettando le misure anti contagio. Dovranno essere evitati, per quanto possibile, gli autisti. Tutti i soggetti dovranno essere dotati dei Dispositivi di Protezione Individuale».

PRECAUZIONI E RESPONSABILITÀ – Si parla di mascherine, dunque, e di guanti. Naturalmente, la fine del concetto di raduno «blindato», per i club di Serie A, attenua le responsabilità del medico sociale (e del medico del lavoro per le figure non «sportive»), che naturalmente coprirà solo il momento degli allenamenti dei calciatori.

NUOVI POSITIVI – E in caso di nuove positività durante gli allenamenti dei club di Serie A? «Previsto immediato isolamento del soggetto interessato». «Da quel momento – continua il protocollo – tutti gli altri componenti del Gruppo Squadra verranno sottoposti ad isolamento fiduciario presso una struttura concordata. Saranno sottoposti ad attenta valutazione clinica sotto il controllo continuo del Medico Sociale. Saranno sottoposti ad esecuzione di tampone (anche rapido) ogni 48 ore per 2 settimane, oltre ad esami sierologici da effettuarsi la prima volta all’accertata positività e da ripetersi dopo dieci giorni, o secondo periodicità o ulteriore indicazioni del CTS. Nessun componente del suddetto Gruppo squadra potrà avere contatti esterni, pur consentendo al gruppo isolato di proseguire gli allenamenti».


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