Serie A, il calcio che ci aspetta: rischio nuovi contagi e spostamenti – GdS

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19 Aprile 2020, 10:10
Stadio San Paolo Napoli
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La Serie A si prepara a ripartire, tra mille incertezze e precauzioni da adottare (QUI la prima parte). “La Gazzetta dello Sport” fa il punto sul protocollo medico, proposto dalla Figc, e sugli allenamenti particolari che attendono i calciatori

PICCOLI PASSI – La Serie A si muove verso la ripresa degli allenamenti. Sarà un calcio sterilizzato. L’opinione del professor Alessandro Pilati, che assieme a Gabriele Stoppino cura la preparazione del Genoa: «Premessa: bisogna usare il condizionale. Bisogna aspettare le decisioni che verranno prese dal governo e di conseguenza da Figc e Lega Serie A. Il nostro lavoro dovrebbe ripartire con un’analisi accurata dello stato dei ragazzi dal punto di vista medico e atletico. Poi inizierebbe un periodo tra i 7 e i 10 giorni in cui migliorare la condizione dal punto di vista cardiaco e muscolare.  Sia con esercitazioni volte a ripristinare la componente aerobica, sia utilizzando il pallone. Bisognerà portare gli atleti a essere performanti in un lasso di tempo di circa quattro settimane. Sarebbe impensabile svolgere un lavoro troppo voluminoso».

CONTRACCOLPO PSICOLOGICO –  C’è il rischio che qualche calciatore abbia subito eccessivamente la situazione, da un punto di vista psicologico? Risponde il professor Stefano Tirelli, preparatore fisicomentale di alcuni calciatori (De Sciglio, Ranocchia, Santon, Jovetic): «In questo momento epocale, ai giocatori verrà in aiuto il campo. Gli spogliatoi, gli allenamenti, il profumo dell’erba e il pallone riattiveranno i loro sensi calcistici. Tutto ciò sarà una medicina per la mente, per il metabolismo, per i muscoli. Certo, ci sarà qualcuno che soffrirà lo stesso dell’isolamento, ma il campo sarà la sanificazione dell’anima, per tutti».

SPOSTAMENTI – Le trasferte rappresenteranno un rischio e bisognerà «sterilizzarle». Minime o nulle le esposizioni al mondo esterno. I pullman societari saranno usati anche su tratte che di solito vengono percorse in treno. Quanto agli aerei, voli charter accuratamente sanificati.

IN CAMPO CON LE MASCHERINE? – Lo ha proposto il virologo belga Marc van Ranst: «Non le mascherine chirurgiche, inadeguate, ma quelle anti-contaminazione, più comode». Difficile che accada, i medici sportivi da noi interpellati lo escludono, perché a ogni contrasto potrebbero saltare. I giocatori dovranno contenere baci e abbracci dopo i gol.

NUOVI CONTAGI – Se un calciatore dovesse essere trovato nuovamente positivo al coronavirus, si fermerebbe temporaneamente la preparazione della squadra coinvolta. Se il caso venisse fuori nel ritiro, si rifarebbero i tamponi a tutti, per verificare che nessun altro avesse il coronavirus. Ripartiamo, ma senza illuderci che il campionato si completi, troppe variabili.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Sebastiano Vernazza


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