Serie A, idea estrema per la ripresa: si gioca solo in poche città? – CdS

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17 Aprile 2020, 09:30
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Secondo quanto riporta il “Corriere dello Sport”, la Figc starebbe accarezzando l’ipotesi di far finire il campionati in poche città (3 o 4) non distanti e in cui il virus non ha attecchito con veemenza

AFFONDO – La Serie A sta cercando in tutti i modi di rivedere la luce. Lo vogliono i vertici federali, Gabriele Gravina su tutti, lo vogliono i calciatori, lo vogliono un po’ meno alcuni club. C’è la volontà di portare a termine l’ultimo terzo di stagione anche a dicembre, stringendo le date per la kermesse 2020/21. Ma per tornare a giocare non basta una ferrea volontà, soprattutto di fronte al cospicuo numero di partite che restano in canna. La commissione scientifica della Figc ha terminato il protocollo di sicurezza da spedire alle squadre: nei prossimi giorni Gravina lo consegnerà al ministro dello Sport Vincenzo Spadafora. Si lavora di comune accordo con l’Oms, ma l’ultima parola spetterà ovviamente al Governo.

IDEA – Il momento più delicato è quello che comprende i primi sette giorni. I club dovranno isolarsi negli alberghi e centri sportivi di riferimento, per far sì che la ripresa si svolga in completa igiene e sicurezza. C’è da svolgere un articolato iter di controlli e tamponi, prima di rimettere i calciatori in campo. I centri d’allenamento saranno blindati, come in un Mondiale, appunto. C’è quel dubbio macroscopico chiamato Lombardia. I club si rifiutano di giocare altrove, ma diventa complesso scongiurare forme di contagio nella zona rossa per eccellenza. Ecco perché rimane, silente e sotterranea, l’idea di terminare la stagione in poche città della Penisola, ovviamente non distanti, in cui il virus ha attecchito con meno in vigore.

CAUTELA – Si tratta di un’ipotesi. Difficile valutarne la fattibilità. Il complesso apparato di controlli, a cui strutture e individui, dovranno sottoporsi, non consente di abbassare la guardia. È prevista la sanificazione profonda degli stadi, prima di tornare a giocare, in cui saranno ammesse non più di 300 persone totali. Anche il controllo antidoping andrà gestito coi guanti, in tutti i sensi: niente più controlli a sorpresa, almeno in questa fase. La Figc sta mettendo in moto tutti i suoi ingranaggi per trovare una soluzione fattibile e coerente. Il megalodonte Serie A dovrebbe tornare a muovere i piedi, più complesso azzardare ipotesi sulla Serie B o la Serie C.

Fonte: Corriere dello Sport – Guido D’Ubaldo


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