Serie A, i club riaccendono i motori ma c’è bisogno di un protocollo – GdS

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3 Maggio 2020, 09:55
Tardini Parma
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La decisionde del governatore dell’Emilia-Romagna ha trascinato le altre regioni. I club di Serie A si sono riorganizzati in fretta e furia per consentire la ripresa individuale ai propri atleti. Ma alcune squadre vogliono garanzie e un protocollo medico-sanitario imposto dalle istituzioni anche in questa fase

DISGELO – Sul carro del governatore dell’Emilia-Romagna, rischiano di salirci tutti i club di Serie A (QUI i dettagli). In primis, quelli della sua regione, (Parma, Sassuolo, Bologna e SPAL). Ma sul modello del suo collega, anche il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha spalancato le porte di Castelvolturno al Napoli di Gennaro Gattuso. Sulla stessa linea anche Lazio (che ripartirà il 6 maggio), Roma e Cagliari.

CAUTELA – C’è un però: vanno impostate alcune regole chiave per questa convivenza pacifica. Non si vedrà ancora il pallone, nelle forme embrionali di allenamento. Si arriva al campo già pronti e la doccia si farà a casa propria. Condivisione di spazi ridotta al minimo. In pratica: i club non convocano i loro calciatori, ma lasciano la disponibilità di sfruttare i centri sportivi per allenarsi in solitaria (per ora). Spogliatoi e palestre chiuse. Bonaccini traccia la via, ma spuntano già le prime polemiche. «Sarebbe antipatico – sottolinea il tecnico della Fiorentina Giuseppe Iachinise in alcune regioni ci si potesse allenare e in altre no».

AVANTI TUTTA – Anche i club invocano a gran voce una linea nazionale, che eviti principi di disparità. E soprattutto che consenta ai club di organizzarsi in maniera precisa anche in questa fase, dove gruppi e assembramenti restano un tabù. Ci sta provando il Sassuolo che, incassato il via libera, ha aperto alle sedute mattutine, dal 4 maggio, dal lunedì al venerdì. Tre campi da sfruttare, sei atleti alla volta (uno per ogni metà campo). Non è previsto staff medico, ma non un presidio sanitario d’emergenza. Il Bologna attende il rientro dell’ultimo straniero, Danilo, per riaccendere i motori (dal 5 maggio).

GARANZIE E PAURE – Ma perfino il fronte dei club emiliano-romagnoli non risulta coeso. Il Parma rimuove i cancelli dal centro sportivo ma resta in attesa di un protocollo sanitario specifico, Discorso simile per la SPAL, che però mantiene la saracinesca dell’attività sportiva ancora abbassata. Piccoli segnali, che incrinano la lastra di ghiaccio su cui è rimasto incagliato il mondo del pallone. Ma serve cautela, oltre ad un segnale forte dalle istituzioni di Roma.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Matteo Dalla Vite


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