Serie A, (finalmente) una mano dal governo per ripartire? Le mosse – GdS

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16 Maggio 2020, 08:18
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“La Gazzetta dello Sport” sottolinea la timida apertura, da parte del ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, che potrebbe favorire la ripartenza della Serie A. Resta un punto chiave su cui c’è bisogno di un inevitabile compromesso. I dettagli

CORSA A OSTACOLI – Due dei tre problemi sollevati dai club di Serie A (ritiri, responsabilità dei medici) potrebbero aver già trovato soluzione. Il terzo ostacolo resta sul percorso, ma il tempo potrà suggerire come superarlo. È il tema della quarantena di squadra in caso di nuovi contagi, condizione che le società vorrebbero evitare e su cui il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora è arrivato in soccorso (QUI le sue ultime dichiarazioni). Le richieste che i club avevano tradotto in una bozza di nuovo protocollo, di fatto hanno già trovato l’autorizzazione del governo.

NODI – Gli impedimenti principali indicati dalle società di Serie A restano tre: ritiri obbligatori, responsabilità penale dei medici, quarantena di gruppo in caso di nuove positività. Sul primo punto, i club sottolineavano l’impedimento oggettivo nell’individuare una struttura in grado di isolare l’intero gruppo squadra. I club, poi (su incentivo di Giuseppe Marotta),  avevano proposto di procedere come in questi primi giorni: giocatori in campo per il lavoro e poi a casa. Spadafora ha aperto, ma con cautela.

PICCOLI PASSI – Il lavoro procederà come nei giorni scorsi, con gruppi ristretti di giocatori impegnati in esercitazioni atletiche. A meno che nei prossimi giorni non venga modificato il decreto. Solo in questo modo potranno riprendere gli allenamenti collettivi a tutti gli effetti. Sulle disposizioni decise dal Cts, Lega e FIGC in realtà si era già discusso in passato. Il medico sociale (Tavana del Torino), rappresentante dei club nella commissione federale aveva lasciato l’incarico proprio per mancanza di condivisione delle idee. E non appena la Lega Serie A ha ricevuto il documento finale, mercoledì sera, si è attivata per renderlo meno rigido. Le richieste dei club sono state di nuovo condivise con la Federazione. C’è stato un incontro, ieri, tra Lega, FIGC, il presidente della FMSI Maurizio Casasco e il rappresentante dei medici della serie A, Gianni Nanni.

RESPONSABILITÀ – L’altra questione è relativa alla quarantena automatica, per tutto il gruppo squadra, in caso di nuovi contagi. Era il primo timore di club e giocatori anche in questa fase. Una nuova positività avrebbe di fatto vanificato gli sforzi precedenti e reso inutile tutto il riavvio della macchina organizzativa. A campionato in corso, avrebbe poi certamente compromesso l’esito finale della stagione. Se anche questo ostacolo sarà superato, la strada verso la ripartenza sarà sempre più libera. C’è poi un ultimo nodo da sciogliere: la responsabilità penale dei medici, che le società di Serie A volevano venisse sollevata. Ma ci ha pensato il Presidente della FIGC Gabriele Gravina a chiarire (QUI le sue parole).

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Alessandra Gozzini


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