Serie A e Aic devono gestire il caso dei contratti in scadenza, i nodi – CdS

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21 Maggio 2020, 10:44
Damiano Tommasi AIC
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Il “Corriere dello Sport” sottolinea il problema dei contratti in scadenza. La Lega Serie A e l’Aic devono trovare una soluzione.

CAOS SCADENZE – C’è caos sui contratti dei giocatori. Il primo rebus riguarda le scadenze del 30 giugno e i giocatori in prestito. La Fifa ha dato indicazione di prolungare tutti questi accordi tra le parti fino al termine della stagione, ma non ha il potere di emanare una norma generale. Ogni paese ha il suo diritto del lavoro e ogni federazione le sue norme. Infantino si è dunque fermato a un suggerimento. L’Uefa non ha poteri in ambito di tesseramento. Ogni federazione quindi dovrà uscirne con l’aiuto della propria lega, magari sperando in un assist (sempre sotto forma di moral suasion) da parte dell’Eca e della Fifpro, il sindacato dei giocatori.

CONSEGUENZE – Cosa significa? Se un calciatore deciderà di non prolungare il contratto in scadenza il 30 giugno fino al 31 agosto perché ha già un accordo con un altro club non potrà essere obbligato a farlo, ma raggiungerà la nuova squadra solo dal primo settembre e dovrà stare due mesi senza disputare partite ufficiali. Stesso ragionamento per i prestiti. Se una squadra richiamerà un suo elemento in prestito fino al 30 giugno e non concederà l’allungamento del prestito non potrà schierarlo nei due mesi successivi, ma gli verserà lo stipendio.

RICHIAMI STRATEGICI – Il problema riguarda tutti i paesi. E potrebbe creare effetti paradossali. Prendete Smalling: è tesserato per la Roma fino al 30 giugno, ma di proprietà del Manchester United. Magari potrebbero incontrarsi in Europa, e se allora i Red Devils lo richiamassero per non sfidarlo? Stesso discorso in Serie A visti i tanti prestiti.

ACCORDI, MA LABILI – La Lega Serie A e l’Aic si confronteranno sul tema, ma i rinnovi sono atti individuali e nessuno può essere obbligato a prolungare. Più semplice, in teoria, un accordo tra i proprietari (sia in Serie A che a livello europeo tramite Eca) per non richiamare i calciatori dai loro prestiti. Fermo restando che i proprietari dovrebbero comunque dipendere dalle volontà dei loro atleti. E qualcuno che si opporrà creando un caso ci sarà di sicuro…


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