Serie A, corsa contro il tempo sul protocollo: prossime ore decisive? – GdS

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13 Maggio 2020, 08:38
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“La Gazzetta dello Sport” sottolinea la volontà di tutti i vertici, sportivi e governativi, di trovare una quadratura sul protocollo medico, nel rispetto degli accorgimenti proposti dal Comitato tecnico-scientifico. Per la Serie A c’è ancora tanta strada da fare, ma tutti sembrano focalizzati sull’obiettivo

CONTRO L’OROLOGIO – Il muro per far ripartire la Serie A è alto ma bisogna provare a scavalcarlo. La linea del presidente della FIGC Gabriele Gravina non cambia. Anche ieri, negli uffici della Federcalcio, si è lavorato su questa lunghezza d’onda: rispondere con il massimo rigore alla necessità di correggere il protocollo nella direzione dei punti indicati dal Comitato tecnico-scientifico del governo. L’email con il nuovo documento sarà spedita questa mattina al ministero dello Sport. Gli ostacoli per la ripresa si moltiplicano, ma la ripartenza degli allenamenti dal 18 maggio è possibile.

PRESSIONE – Certamente è anche una corsa contro iltempo. Il nuovo protocollo non serve soltanto ad aderire all’input degli scienziati, trasformato in passaggio tassativo dal ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, ma anche a fornire le indicazioni ai club di Serie A e soprattutto ai loro medici sociali. In più, la Uefa ha già espresso preoccupazione per il continuo temporeggiare dei nostri vertici governativi (QUI i dettagli).

FILO ROSSO O FILO BLU? – Il ruolo dei medici sociali, fino a questo momento assoggettato ad una comune “ragion di calcio”, è tornato al centro delle polemiche. «Il Cts sottolinea che, per avere efficacia, le misure di quarantena volontaria devono stringentemente essere rispettate sotto la responsabilità del medico sociale e del medico competente (cioè quello del lavoro, ndr)». Una sottolineatura che ha alimentato preoccupazioni. Ma la responsabilità penale, questa è la lettura della FIGC, resta quella del datore di lavoro, cioè del club. Tuttavia i dubbi fra i medici restano. Espressi  dalle parole dell’ex medico azzurro Enrico Castellacci, presidente della Lamica (Libera Associazione dei medici del calcio).

PROBLEMI – Sul tavolo della Serie A (e non solo) restano poi i soliti dubbi: il tema della quarantena obbligatoria, in caso di nuove positività, e la reperibilità dei tamponi e test sierologici. In ogni caso, il protocollo dovrebbe tenere conto di tutte le indicazioni del Cts. Sarà spedito oggi e conterrà le norme sulle visite preventive, previste nella versione originale della commissione medica Figc, con in più l’obbligo di quarantena. Ieri, si era diffusa la voce di un rilancio con il modello tedesco, quello che non prevede la messa in quarantena obbligatoria. Ma la Figc ha precisato che tutte le indicazioni del Cts sono state rispettate.

DAI CAMPI ALLE CAMERE – Molto delicato sarà il passaggio dalla teoria alla pratica. Dovremmo cioé vedere come il protocollo sarà attuato dai club di Serie A. Se ne discuterà nell’assemblea di Lega, ma oggi è una giornata importante anche per la politica. Per il ministro Vincenzo Spadafora ci sarà una full immersion in Parlamento. Sarà al Senato alle 11 e alla Camera alle 16. La sua «informativa» avrà come ordine del giorno tutte le misure sportive, ma è prevedibile che ci si soffermi in particolare sul calcio con le diverse posizioni sulla ripartenza.

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Valerio Piccioni


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