Serena: “Dall’Inter al Milan? Ci andai con lo spirito sbagliato”

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4 Luglio 2020, 14:58
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Aldo Serena, ex attaccante dell’Inter, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera. Vi proponiamo i pezzi più interessanti riguardanti la sua esperienza con la maglia nerazzurra

Aldo Serena, sessant’anni appena compiuti, il 25 giugno scorso. Quanto tempo da quell’estate – «L’estate dei miei diciotto anni, quando l’Inter mi comprò».

Poco più di un bambino. Un bambino biondo di Montebelluna. Che disse la mamma? – «Ah lei era felicissima: finalmente non avrebbe più dovuto lavare la sacca con la tuta sporca di fango».

E papà che diceva? – «Non mi ha mai detto “bravo” e non mi ha mai accompagnato a vedere una partita, non c’era tempo e non c’era la mentalità per farlo. Tutti e due tifavamo Inter, ma la prima volta che sono andato a vedere l’Inter è stato quando ho giocato in squadra. Però papà è stato un modello per me, a cominciare dall’educazione che mi ha dato».

E poi arrivò l’Inter. La grande squadra di Milano, un orizzonte di successi, anche di soldi. Come reagì papà? . «Mi guardò e mi disse: “Aldo, male che va qui c’è sempre la fabbrica che ti aspetta”».

Grandi guide, illuminate – «Come Boniperti. Una volta io ero alla Juve in uno dei tanti prestiti dall’Inter e ci fu la gara Inter-Juve a San Siro. Non tirai in porta, ma mi battei come un leone. Il giorno dopo i giornali scrissero peste e corna di me, mi diedero cinque in pagella accusandomi di non aver voluto danneggiare l’Inter. Ora, è vero che l’avvocato chiamava alle sette del mattino, ma il presidente telefonava poco dopo, alle otto. “Driin, pronto, è la segretaria del presidente Boniperti, glielo passo”. Stavo per sciogliermi, pensai subito a una ramanzina. Invece lui mi disse “Aldo ti sei battuto alla grande, per me puoi continuare così senza fare gol”».

Si diceva dei compagni di squadra. Berti, il grande amico. Altre amicizie forti? – «Mi piaceva un giocatore dell’Inter, Ludo Coeck, un belga che aveva subito legato con noi. Platini era un gran gigione e quando ti giocava contro faceva battute simpatiche, ma quando lo avevi in squadra, mica tanto».

Chi l’ha delusa di più in tutta la carriera? – «La stessa persona che per primo ho deluso io, Fabio Capello. Nel ’91 andai al Milan con lo spirito sbagliato, uno spirito di vendetta. L’Inter mi aveva lasciato libero e la cosa non mi andava, volevo far vedere chissà che cosa e ogni proposta dell’allenatore mi lasciava insoddisfatto. Non accettavo i ruoli che mi dava, non collaboravo».

fonte: Corriere della Sera – Roberta Scorranese



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