Serafini: “Inter, con l’Atalanta un po’ di coincidenze storte. Marotta…”

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17 novembre 2018, 09:10
Luca Serafini

Luca Serafini è tornato sulla sconfitta pesante dell’Inter per 4-1 contro l’Atalanta domenica scorsa a Bergamo. Il giornalista, ospite di “Aspettando il weekend” su Sportitalia, ha anche parlato di come Giuseppe Marotta dovrebbe entrare nell’organigramma nerazzurro.

NOVITÀ DIRIGENZIALELuca Serafini è convinto che Giuseppe Marotta in nerazzurro sarà un’aggiunta senza creare difficoltà con gli altri profili già esistenti: «Io immagino che per concludere un’operazione di questo genere, che tutto sommato va a colmare il vuoto che lasciò Walter Sabatini, ci siano ruoli e mansioni molto chiare. Non mi sembra che Piero Ausilio possa, dopo che sta facendo la sua carriera all’Inter, ripartire facendo l’allievo di Marotta, che è una bravissima persona e un bravissimo professionista. Credo in patti chiari e amicizia lunga, che sia già tutto stabilito, per chiudere una cosa di questo genere dev’essere così: Marotta è uno che ha sbagliato anche, che ha imparato dai suoi errori, perché le prime campagne acquisti della Juventus non furono tutte rose e fuori e non diedero subito risultati. Adesso ha acquisito l’esperienza che ne fa probabilmente l’operatore migliore che abbiamo in Italia, non perché arrivi all’Inter ma perché era alla Juventus ed era effettivamente il più bravo. È sicuramente una grande risorsa, l’Inter è passata in questi ultimi due o tre anni attraverso acquisti non azzeccatissimi e alcuni giocatori sopravvalutati, Marotta aiuterà a fare un po’ più di ordine».

KO PESANTE«L’assenza di Radja Nainggolan decisiva in Atalanta-Inter? Il divario nel primo tempo è stato talmente profondo che sarebbe riuscito a fare ben poco anche lui. È chiaro che è uno dei due migliori giocatori che ha l’Inter e l’assenza si sente, certamente rispetto al volume di gioco dell’Atalanta anche io ho visto un po’ di stanchezza e testa lontana della partita, è una partita che prima della sosta alle 12.30 dopo il Barcellona rischi di giocarla in quella maniera lì, oltretutto contro uno degli avversari più in forma del campioanto e soprattutto di qualità che gioca da Dio da tre-quattro anni. Si sono messe un po’ di coincidenze storte, il valore dell’Inter non è forse quello della schiacciasassi che ne vince sette di fila, ma certamente non è quello di Bergamo anche perché nelle vittorie di fila c’erano state delle partite di sostanza grande come quella di Eindhoven, il derby e quella con la Lazio a Roma, aveva dissipato anche i dubbi emersi per le prestazioni con Sassuolo, Torino e Parma, al di là del risultato. Io penso si sia trattato di un incidente, soprattutto per l’entità che ha assunto il risultato di Bergamo».

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