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Sensi, il centrocampo dell’Inter è già suo. Quali le alternative?

Sensi è uscito al 34° minuto di Inter-Juventus, e la sua assenza si è subito fatta sentire nel gioco dei nerazzurri. L’ex Sassuolo possiede le caratteristiche necessarie per dare al centrocampo disegnato da Conte un fondamentale incremento tecnico, caratteristiche che mancano invece ai possibili sostituti

GIOCATORE CARDINE – Nelle prime nove presenze in nerazzurro, Stefano Sensi si è inserito nativamente negli schemi di Antonio Conte, innalzandosi come uno dei migliori – se non il migliore – dell’Inter in questo avvio di stagione. I numeri – già 3 reti in 9 partite – non sono sufficienti per raffigurare il suo impatto sul gioco dell’Inter: il numero 12 è diventato immediatamente un perno del centrocampo nerazzurro, complemento fondamentale per Marcelo Brozovic, per anni unico leader tecnico della mediana. Si differenzia però dal croato per una maggior propensione offensiva, come dimostra la scelta di Conte di spingerlo a posizionarsi più avanti, sulla linea di trequarti; l’infortunio accusato contro la Juventus domenica sera (qui gli esiti in seguito agli esami di oggi) priva ora l’Inter di un giocatore che ha già acquisito lo status di “insostituibile”. La speranza dei tifosi è che Sensi torni a disposizione almeno per la sfida di Champions League contro il Borussia Dortmund (in programma il 23 ottobre a San Siro), dove gli uomini di Conte vorranno cancellare a tutti i costi il ricordo dell’esordio contro lo Slavia Praga. Tuttavia, secondo gli ultimi aggiornamenti il centrocampista italiano potrebbe essere a disposizione di Conte già al rientro dalla pausa nazionali contro il Sassuolo.

ALTERNATIVE DI NATURA DIVERSE – Numericamente, le alternative a Sensi non mancano di certo ad Antonio Conte. Tuttavia, i giocatori che saranno chiamati a sostituire l’ex Sassuolo hanno caratteristiche di natura profondamente diversa. Il giocatore che meno si discosta è forse Matias Vecino: l’uruguaiano è sicuramente il sostituto con la maggior propensione offensiva, sebbene non abbia la stessa qualità tecnica di Sensi, né la stessa attitudine a giocare a testa alta. Ancor più differenti sono le caratteristiche di Roberto Gagliardini: nonostante la rete siglata a Genova, il numero 5 è un mediano che – per sue proprietà intrinseche – è più portato al lavoro di interdizione e recupero. Infine, per sostituire Sensi l’ultima alternativa possibile è Borja Valero: tuttavia, il centrocampista spagnolo (che a gennaio festeggerà 35 anni) non sembra ben sposarsi con le qualità richieste da Conte, tanto che non è ancora sceso in campo in questo primo mese e mezzo di stagione.

CAMBIO MODULO? – È infine da sconfessare l’opzione di cambio modulo per sopperire all’assenza di Sensi. Conte è sempre stato abbastanza dogmatico in merito, e sin dal suo arrivo ha svolto un lavoro specifico in questa direzione. Semplicemente, con questo infortunio è emersa la poca profondità della panchina del tecnico ex Chelsea, cosa di cui lo stesso Conte e la società sono consapevoli: fortunatamente i tempi di recupero non saranno troppo lunghi, e la pausa gioca a favore dell’Inter. Ma è palese che la rosa a disposizione di Conte vada ampliata e rinforzata nei ruoli chiave.

 

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