Sconcerti: “Inter incomprensibile su Dzeko! Conte sbaglia su Icardi”

Articolo di
22 luglio 2019, 11:01
Mario Sconcerti

Sul “Corriere della Sera” Mario Sconcerti dice la sua sulla situazione in casa Inter. Conte non può lavorare al top, ma il nodo Icardi va discusso.

MANCA IL GRUPPO – Gli attaccanti sono l’evidenza dell’Inter, ma non il problema principale. Tra arrivi e partenze in divenire Antonio Conte si ritrova senza il suo Gruppo, cioè il suo pane. Non sa cosa dire perché non sa a chi deve dirlo. Per un fondamentalista questa è la situazione più instabile. Lo convince che sta perdendo tempo e il tempo perduto nella costruzione non è come un centravanti sul mercato, quello non torna più. Perdere tempo adesso vuol dire non ritrovarlo, averne meno per fare la stessa cosa complicata dell’inizio, cioè mettere su la squadra.

NODO DZEKO – Ci sono due stranezze evidenti in queste storie di attaccanti. La prima è che tutto è fermo per pochi milioni. L’Inter vuole Dzeko, senza il quale anche Lukaku ha meno senso. Dzeko costa da due mesi 20 milioni, una cifra quasi inutile in questo mercato. L’Inter ne offre 12. Conte è dunque senza attaccanti non per gli 85 di Lukaku ma per gli 8 di differenza per Dzeko. Questo è molto meno comprensibile.

ICARDI FUORI – Poi c’è il caso Icardi, un giocatore in una difficoltà atletica ormai importante per tutti. Non gioca da 5 mesi. Il tono muscolare di un uomo diminuisce subito dopo tre giorni di inattività. In un giocatore anche prima. Per tornare a dare il meglio di sé a Icardi serviranno almeno due-tre mesi dal primo giorno di allenamento vero. Valeva la pena arrivare a questo? Non ricordo più, ma dov’è l’errore insanabile, perché siamo arrivati a questa rovina comune? Non si può fare tutti un passo indietro, capire di più, rifiutare di meno?

ALTRA STRADA – Anche Conte sbaglia: non può farsi sentire solo sull’evidente e giocare sui soldi della società. Ha il dovere di offrire una soluzione tecnica alternativa. La Juve vuole cedere Higuain ma non ci litiga, lo fa anzi capitano. Sarri ogni tanto fa finta di volerselo tenere. E Higuain segna. Se una squadra è un branco, nel branco si litiga sempre, ma si sta insieme, si combatte insieme, perché c’è uno scopo comune, vivere, vincere. Tenere tutti nello stesso scopo è compito del capo. Il suo nome è Conte. C’è sempre un’altra strada.

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