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Sconcerti: «Eriksen, difficile fare il regista. L’Inter prende troppi gol»

Christian Eriksen partirà come play basso in Fiorentina-Inter (domani ore 15.00). Mario Sconcerti, ai microfoni di “TMW Radio” commenta con scetticismo questa mossa.

MERCATO – La scelta di schierare Christian Eriksen come regista, in Fiorentina-Inter, potrebbe essere dettata da motivi di mercato. Questa è l’opinione di Mario Sconcerti: «Certamente c’è un disegno. Non riuscendo l’Inter a piazzarlo in modo appropriato, perché tra commissioni e contratto è costato trentasei milioni e ha sette milioni e mezzo netti d’ingaggio, evidentemente hanno il dovere di provare a reinserirlo nel modo migliore, più utile dentro la squadra».

RUOLO – E, secondo Sconcerti, Eriksen non ha nelle corde il ruolo che dovrà svolgere domani. Così come non le ha Marcelo Brozovic: «Secondo me si può andare solo a migliorare, perché quello di Brozovic non è il suo ruolo. È solo quello che lo fa meglio nell’Inter, ma non è il suo ruolo. Per quanto riguarda Eriksen, se pensiamo a quello che davanti alla difesa smista palloni con calma, in orizzontale, può farlo perché chiunque con buona qualità di gioco lo può fare. Se pensiamo che deve organizzare e rifinire il gioco, è difficile che questo lo faccia un giocatore che è un fantasista d’attacco. Devi avere delle qualità che non trovi in due-tre partite: può darsi che succeda ma mi sembra più un tentativo di riportarlo al centro di un progetto mai cominciato».

OBIETTIVO – L’Inter non potrà permettersi di snobbare la sfida di domani. Ecco il monito di Sconcerti: «Non che sia a questo punto della strada che ti ti devi fare qualche domanda. A questo punto le devi vincere. Da un lato viene da dire chi se ne frega e togliersi il peso delle partite nel mezzo, ma dall’altra sarebbe la seconda coppa consecutiva che perdi in quattro mesi. Credo che debba avere un’importanza oggettiva, anche per l’avversario. Non puoi rinunciare a niente perché non sai di cosa avrai bisogno tra tre mesi».

DIFESA – Infine, Sconcerti colpevolizza l’Inter per i troppi gol subiti: «Prendono troppi gol. Ventisei gol fanno cinquanta gol a fine campionato, e così facendo nessuno ha mai vinto il campionato. La diversità di questo campionato è che nessuna squadra regge il risultato per quindici minuti. Se l’Inter fosse stata una grande squadra non avrebbe fatto tirare la Roma dieci volte negli ultimi venti minuti. Non c’è nulla di male nel chiudersi dietro per tenere il risultato negli ultimi venti minuti, però devi riuscirci. E l’Inter non ci riesce. ma il problema dell’Inter è che spesso non gli riesce. Una caratteristica di tutti, anche la Roma per due volte a inizio dello stesso tempo è stata travolta: nessuna delle due squadre ha retto più di un quarto d’ora gli attacchi degli altri. Perché le squadre sono imperfette».

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