Schelotto: “Gol in Inter-Milan? Indimenticabile, con 16 parenti! No rimpianti”

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1 Gennaio 2021, 22:26
Ezequiel Schelotto James Boyes from UK, CC BY 2.0 , via Wikimedia Commons
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Schelotto ha rilasciato un’intervista al sito “Calciomercato.com”. L’ex laterale dell’Inter, in nerazzurro nella seconda parte della stagione 2012-2013, ricorda con orgoglio il derby contro il Milan dove firmò l’1-1 di testa.

NON SI DIMENTICAEzequiel Schelotto racconta come, nel gennaio del 2013, passò dall’Atalanta all’Inter: «L’opportunità di giocare in una big è un treno che non passa spesso. Arrivavo dall’Atalanta e da una situazione difficile a livello personale, a Bergamo c’erano molte voci su di me ma io non ho mai voluto rispondere. Mi piace sempre farlo sul campo. Per la situazione che si è creata ho voluto cambiare aria, e appena c’è stata l’opportunità dell’Inter non me la sono fatta sfuggire. Sono arrivato in uno spogliatoio pieno di campioni, in panchina c’era Andrea Stramaccioni e al primo derby ho fatto subito gol».

IL RICORDO – Schelotto è entrato nella storia della stracittadina con quell’1-1 di testa il 24 febbraio 2013. Il Galgo lo ricorda: «Che emozione? Indimenticabile. Talmente forte che mi sono tatuato la data di quel gol. Quasi non ci credevo di aver segnato. Quel gol mi ha aiutato a voltare pagina e uscire da una situazione complicata: è stato come una liberazione. Per la prima volta allo stadio c’erano tutti e sei i miei fratelli, i miei genitori, la mia futura moglie e i miei nipotini: sedici Schelotto sulle tribune di San Siro. Dopo il gol ho pensato subito a tutti i sacrifici fatti dai miei genitori, quel gol è stato anche un regalo per loro. Ringrazio Massimo Moratti che mi ha aiutato aprendomi le porte del suo club».

L’ADDIO – L’esperienza di Schelotto all’Inter non è durata molto, sei mesi dopo quel derby è andato in prestito al Sassuolo. Ma l’italo-argentino non ha rimpianti: «Purtroppo sono cose che succedono. Dopo qualche mese dal mio arrivo la società è stata venduta, ci sono stati tanti cambiamenti tra cui anche l’arrivo di un nuovo allenatore: io avevo ancora quattro anni di contratto e a ventitré anni avrei voluto ancora qualche occasione che purtroppo non mi è stata data. Ma va bene così, la vita va avanti e non ho nessun rimpianto».

Fonte: Calciomercato.com – Francesco Guerrieri



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