Samuel: “Inter solida, Roma irregolare! Studiavo Spalletti. Dzeko-Icardi…”

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30 novembre 2018, 18:14
Walter Samuel

Walter Samuel – intervenuto ai microfoni della “Gazzetta dello Sport” – parla di Roma-Inter, partita che lo coinvolge in modo particolare in quanto ex di entrambe le squadre: l’ex difensore argentino vede i nerazzurri un passettino avanti ai giallorossi e delinea le differenze tra alcuni grandi protagonisti della sfida. Di seguito le sue dichiarazioni, riportate da “Sky.it”

SQUADRA IRREGOLARE – «La Roma fa un po’ fatica, è irregolare, a volte inspiegabile. Visto in Champions? Gran primo tempo, ha preso un colpo e si è sciolta: mi sembra un fatto mentale, più che altro. L’anno scorso mi impressionava la sua identità, ora è come se non fosse convinta fino in fondo di quello che fa e le sta mancando De Rossi: non vinci senza gente che ha vinto e in Italia è dura trovare giovani già da prima squadra a 18 anni, come fece lui».

SQUADRA CONSOLIDATA – «L’Inter si è consolidata. Spalletti sta trovando solidità e continuità. A Londra fino al gol ha tenuto benissimo, e guardate che il Tottenham è forte. Anche la Roma in casa è forte, ma io vedo ancora l’Inter almeno un passettino avanti. La Juventus è lontana, per loro due lo scudetto sarà arrivare di nuovo in Champions. Però chi fa bene domenica prende coraggio, e ne vorrei vedere di più in tutte le squadre, non solo Roma e Inter. Per dare almeno un po’ più di fastidio alla Juventus».

ICARDI E DZEKO – «Tutti e due sanno nascondersi dietro il difensore sul lato opposto alla palla: era la cosa che soffrivo di più. Però sono diversi: Icardi vivrebbe dentro l’area, Dzeko esce molto di più, gli piace tenere la palla. Se mi aspettavo Di Francesco allenatore? Forse no. Però lui, Tommasi, Mangone erano i grandi saggi del gruppo: meno minuti in campo, tanto peso. Per quello Scudetto hanno contato più di altri che giocavano di più. Spalletti? Con l’Inter è sempre stato difficile giocare contro la sua Roma. L’ho studiato molto, soprattutto certe giocate a memoria con il trequartista».

RICORDI GIALLOROSSI E NERAZZURRI – «Io mezzo nudo, con i pantaloncini di Mangone – i miei me li avevano tolti nella prima invasione di campo – che tiro in aria la maglia e poi non la vedo più. Io che giro per Roma ed era tutto colorato di giallo e di rosso, tutto. Ero ancora un giovane coglionazzo, mi persi la festa al Circo Massimo. Champions? Quella volta al Circo Massimo ci andai: era San Siro, appena atterrati da Madrid con la coppa. Ma anche a Malpensa tornati da Barcellona fu una bella botta di brividi».

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