Mondo Inter

Sabatini: «Inter meritava di più. Spalletti genio assoluto, Zhang imperatore»

Sabatini – ex Coordinatore dell’Area Tecnica di Suning Sports (Inter e Jiangsu), oggi impegnato tra Bologna e Montreal Impact -, intervistato dal portale “CalcioMercato.com”, dice la sua su Conte e Spalletti ma anche su Zhang e Moratti. Inoltre, si prende i meriti per Bastoni e rivela un retroscena su Martial

ALLENATORI INTER – Quando parla Walter Sabatini bisogna prendere appunti, come nel commento sugli allenatori nerazzurri: «Beh, una coppia improbabile. Proprio con Antonio Conte ho discusso a Bologna perché lui nel dopo partita, commentando la sfida ai giornalisti, ha liquidato un nostro gol come un semplice autogol, che invece è stato un tiro di Rodrigo Palacio appena deviato, avvenuto dopo una serie di 10-12 passaggi. L’ha liquidato come autogol, oscurando una cosa molto bella. E la bellezza va valorizzata, non eclissata. Altro rapporto con Luciano Spalletti? Intanto perché ci ho lavorato, mentre con Conte la conoscenza è marginale, fatta salva la stima che ho di lui e di cui è a conoscenza. Con Spalletti c’è un altro rapporto perché abbiamo lavorato e sofferto insieme. Quando parliamo di Luciano, parliamo di un genio assoluto. Non vedevo l’ora che arrivasse furente nel mio ufficio, con quello sguardo sbarrato, per presentarmi questioni irrisolvibili. Se mi aspettavo rimanesse tanto tempo ai margini? È stata una sua scelta. Di occasioni per tornare ne ha avute molte, ma ha preferito staccare per un po’ da un mondo che consuma. Ci sono tanti esempi del passato, a volte bisogna prendere una boccata d’aria perché lo stress è alto. Lui è andato a fare il contadino, sta respirando aria buona. Non bisogna mai ascoltare i calciatori che parlano dell’allenatore dopo, così come non bisognerebbe ascoltare i discorsi degli impiegati che parlano del capufficio dopo la conclusione del rapporto. Spalletti è un provocatore, attinge alla sua genialità. I calciatori sono poco attendibili. La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla. E io conservo meravigliosi ricordi di Spalletti. Se abbiamo mai parlato insieme del vampiro di Appiano Gentile? No, ma non credo facesse riferimento a una persona in particolare. Appiano è un luogo sacro, che in qualche maniera può opprimere la squadra o condizionare qualche calciatore».

MONDO SUNING – L’esperienza all’Inter per Sabatini viene riassunta così: «Un grandissimo rammarico. Meritavano più impegno e pazienza da parte mia, e invece sono stato una meteora. Immaginare una tale crisi economica come quella attuale? Mai. Andavo in Cina una settimana al mese e ho avuto modo di percepire l’impero galattico di Zhang Jindong. L’ho visto da vicino e tutt’ora sono incredulo. Paradossalmente conosco meglio Jindong che Steven. Che tipo di interlocutore è stato Zhang? Estremamente intuitivo. Faceva molti sforzi per capire la cultura occidentale. Ricordo cene sontuose insieme a Fabio Capello. Attorno a Zhang si muoveva un gruppo enorme di persone e lui era il loro imperatore. Non era facile. Massimo Moratti è un grande intenditore di calcio e sarebbe stato per me un grande presidente. Mi spiace non averlo mai incrociato nella mia vita, ci siamo solo salutati quando sono arrivato all’Inter. Andai nei suoi uffici, gli chiesi di spiegarmi l’Inter e fu molto esaustivo. In questa Inter c’è ancora qualcosa di mio? C’è Alessandro Bastoni, che sento come mio. All’epoca trattavamo diversi profili ma vedevo in quel ragazzo doti che gli avrebbero consentito di affermarsi in campo internazionale. Anthony Martial? Ci stavo provando. Loro volevano Ivan Perisic e poteva essere un’opportunità».

Fonte: CalcioMercato.com – Pasquale Guarro

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