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Ruocco (CTS): “Quarantena in Serie A giusta ma si può ragionare. Stadi…”

La quarantena di gruppo è lo spettro per la Serie A: con un contagio singolo gruppo squadra isolato per due settimane e stop al campionato. Si sta cercando di ridurla, ma al momento non è ancora possibile: Giuseppe Ruocco, membro del Comitato tecnico scientifico, ne ha parlato a “Punto Nuovo Sportshow” su “Radio Punto Nuovo”.

SCELTA INEVITABILEGiuseppe Ruocco spiega perché, a oggi, la quarantena di gruppo in Serie A sia necessaria: «Io qua posso esprimere il mio pensiero personale, non quello del Comitato tecnico scientifico che prende decisioni collegiali. Io penso che il calcio, ovviamente, costituisca una vetrina e un’industria di primissimo rilievo del Paese. Quindi, come tutte le altre attività, nel momento in cui la situazione epidemiologica è migliorata si è ragionato su come farlo ripartire. Tutti gli sport di squadra, quindi il calcio compreso, presentano delle criticità dal punto di vista pratico che sono difficilmente superabili. Non possiamo mettere il distanziamento sociale nei calciatori, per esempio: chiaramente è uno degli sport che presenta più criticità, per questo ci si è riavvicinati gradualmente».

I MOTIVI – Ruocco giudica della preparazione in Serie A: «Per i calciatori e tutto lo staff c’è una serie di problemi. I calciatori rientrano al proprio domicilio dopo ogni allenamento, il calcio ha tutta una serie di persone che girano attorno oltre agli sportivi. Il Comitato tecnico scientifico ha fatto un ragionamento non da solo: la FIGC ha fatto un enorme sforzo, assieme al ministro (Vincenzo Spadafora, ndr), per arrivare a regole che convincessero tutti. Si può pensare che siano ancora troppo severe ma, purtroppo, in questo momento non si può pensare alla riduzione del tempo di un’eventuale quarantena. Il virus non è diverso da quello degli altri, c’è anche una responsabilità a livello sociale. Le norme di prudenza sono, per ora, tutte da applicare, anche se mi rendo conto che potrebbero essere viste come un cappio. Non è certo che questo periodo passi senza altri contagi».

TUTTO GRADUALE – Ruocco avvisa come, per la Serie A, ci siano spiragli: «Noi abbiamo applicato, dal primo momento, delle misure di sicurezza prudenti. Capisco le perplessità, da cittadino e anche da sportivo, ma in questo momento non si può ancora allentare troppo. Ci sono ancora dei focolai in alcune regioni, i calciatori si sposteranno fra le regioni e tutto questo ci porta a essere prudenti. Condivido questa linea decisa a livello collegiale, però è una situazione dinamica. Su tanto altro il Comitato tecnico scientifico è tornato indietro, quindi non credo che sia una posizione da portare necessariamente ad agosto: ci si può ragionare».

L’ALTRA APERTURA – Un’altra discussione, oltre alla quarantena, è la riapertura degli stadi in Serie A. Anche qui Ruocco non esclude del tutto la riapertura: «La cosa positiva è che il Comitato tecnico scientifico continua a riunirsi, il dialogo è aperto. Si potrebbe ipotizzare, più avanti, qualche altra apertura e non solo per il calcio: in questo quadro anche la riapertura degli stadi, con determinate norme, non è esclusa al 100%. Si può ragionare con tutte le cautele del caso: il Comitato tecnico scientifico è aperto».

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