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Rummenigge: “Inter? Mi voleva pure la Juventus, scelta azzeccata. Gol…”

Rummenigge è intervenuto in collegamento con “Tiki Taka” su Italia 1. Oltre a salutare calorosamente Mauro Bellugi (vedi articolo) ha parlato della Serie A attuale e di quando arrivò all’Inter, nel 1984.

SPERANZAKarl-Heinz Rummenigge ora è uno dei principali dirigenti del Bayern Monaco. Lo storico ex attaccante dell’Inter si augura che in campionato la situazione cambi: «Io credo che la Juventus sia sempre un avversario da rispettare, anche quest’anno. Forse, per quanto riguarda la Serie A, sta andando un po’ meno bene, ma non dimentichiamoci che abbiamo ancora tante giornate da disputare. Io non direi che la Juventus è già fuori dal discorso scudetto, anzi: io direi che vuole vincere per la decima volta il campionato. Anche se io personalmente quest’anno auguro alla mia vecchia società, l’Inter, di vincerlo. Manca un po’ ai tifosi dell’Inter di vincere un campionato».

NESSUN PARAGONE – Rummenigge non ritiene che ci siano particolari somiglianze fra la sua Inter (1984-1987) e quella attuale: «Penso che sia totalmente diversa. La nostra squadra, negli anni Ottanta, era brava: abbiamo praticamente buttato due volte, anche sfortunatamente, il campionato. Credo che quest’anno l’Inter sia una squadra che può vincerlo: c’è il Milan che fa bene e altre società, ma mai dire che la Juventus è fuori dal discorso scudetto».

IL RICORDO – Rummenigge racconta come arrivò in nerazzurro: «Sandro Mazzola è stato a casa mia, poi mi ha convinto lui. Avevo un’offerta molto interessante da parte della Juventus, e poi della Fiorentina, ma mi sono deciso di andare all’Inter anche perché c’è stato il nuovo presidente Ernesto Pellegrini. Una brava persona, ancora oggi un mio amico. L’Inter mi sembrava, come squadra e città, la più interessante. La Juventus aveva già vinto tutto, secondo me anche non avendo vinto un titolo che volevo regalare ai tifosi dell’Inter penso di aver deciso bene. Ho fatto la scelta azzeccata».

IL CAPOLAVORO – Nei suoi tre anni all’Inter Rummenigge, fra tante grandi giocate, fece un gol magnifico in rovesciata ai Rangers (24 ottobre 1984, Coppa UEFA) annullato per un presunto gioco pericoloso. Ma non era così: «Il difensore era circa cinquanta centimetri distante dal mio piede quando io ho toccato il pallone. Poi ha fatto finta che l’ho toccato alla testa, purtroppo non fu convalidato. Dopo la partita era venuto nello spogliatoio dell’Inter, ho dovuto tenere Alessandro Altobelli che era vicino a dargli un calcio nel culo (ride, ndr). C’era Graziano Bini, capitano dell’Inter, che voleva mettere le mani al collo all’arbitro. Stava per tirare fuori il cartellino rosso, gli ho detto di lasciar perdere».

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