Ronaldo: “Con l’Inter doveva finire diversamente, quante cose! Cuper…”

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12 ottobre 2019, 20:49
Ronaldo

Ronaldo – ex attaccante dell’Inter -, intervenuto al “Festival dello Sport” di Trento, “duetta” a distanza con Vieri raccontando alcuni aneddoti del loro triennio nerazzurro. Dalla Lazio alla Lazio, finendo con la “congiura” firmata da Moratti in favore di Cuper

INTER SPERANZOSA – Raccoglie l’assist dell’amico Christian Vieri (vedi dichiarazioni, ndr) pur non essendo fisicamente a Trento perché impossibilitato per motivi familiari, ma anche in collegamento da San Paolo il “Fenomeno” Ronaldo fa il suo, ripercorrendo anni di Inter fino ai giorni nostri: «Con l’arrivo di Bobo abbiamo portato alla gente la speranza di fare grandi cose ed erano tutti con noi. La stessa che vedo quest’anno: spero che l’Inter possa vincere qualcosa».

IL PRIMO KO A ROMA – Dalla Lazio alla Lazio, dall’infortunio del 12 aprile 2000 allo scudetto perso il 5 maggio 2002, partendo dal primo episodio: «Cercavo di trattenere la rotula che andava in su, già verso metà della coscia. Un infortunio così non era ancora accaduto nel calcio, solo negli sci o in altri sport. Ero al buio. Dopo anni ripensando a cosa poteva averlo causato, l’unica causa che riesco ad accettare è il modo in cui ci allenavamo venti anni fa».

L’ULTIMO KO A ROMA – Ronaldo poi si sofferma sulla beffa tricolore: «Una delle più grandi delusioni in vita mia, non ricordo di aver mai pianto così con altre squadre. C’era grande attesa dei tifosi, dopo anni che vinceva la Juventus, nella maniera in cui vinceva la Juventus in quel periodo. Anche io ci ho pensato milioni di volte. Troppe distrazioni in quella settimana, dalle voci sull’acquisto di Alessandro Nesta alla troppa rilassatezza nell’approccio alla partita. Ci sono stati grossi errori individuali. E poi abbiamo sbagliato formazione, con un giocatore in più a centrocampo».

IL LUNGO ADDIO – Dopo la delusione del 5 maggio e il Mondiale vinto con il Brasile, l’addio last minute di Ronaldo in direzione Real Madrid: «Non credevo più in niente del progetto di Hector Cuper, che mi diceva una cosa e ne faceva un’altra. La sorpresa è che il Presidente Massimo Moratti tra me e lui ha scelto lui, e allora ho deciso di andare via. È stata brutta la fine e mi dispiace tantissimo. La storia doveva finire in un’altra maniera. Però in quel momento ero stato messo da parte».

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Giuseppe Nigro

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