Ravezzani: “Coronavirus, crisi industrie e crollo fatturati! Inter e Juventus…”

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16 Marzo 2020, 18:45
Ravezzani
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Ravezzani è intervenuto in collegamento su “Top Calcio 24”. Il direttore del gruppo “Mediapason” ha analizzato i possibili effetti dell’emergenza Coronavirus nel mondo del calcio con riferimento anche a Inter e Juventus

GLI EFFETTI DEL CORONAVIRUS NEL CALCIO – Questa l’analisi di Fabio Ravezzani: «C’erano tanti tifosi soprattutto della Juventus e dell’Inter che dicevano che anche in caso di grossa perdita di fatturato FCA e Suning metteranno quei cento milioni in più e tutto sarà risolto. Evidentemente purtroppo non è così, perché la crisi impatterà su tutti i gruppi industriali nessuno escluso. Questo porterà a un ridimensionamento generale. Se il ridimensionamento è rendere un po’ meno ricchi gli straricchi ben venga tutto sommato. Certamente ci troveremo di fronte a situazioni diverse. Nell’ambito del calcio è chiaro che tutte le società che contavano enormemente sui proventi della Champions League saranno quelle più penalizzate. In Italia e all’estero. In queste condizioni sono finiti almeno sette o otto grandi club europei che senza i proventi della Champions League andranno in un’enorme difficoltà di bilancio. Soprattutto quelli inglesi senza i proventi di Sky, perché se si ferma il campionato Sky non paga più. Questo porterà secondo me a una rivoluzione copernicana del calcio europeo. Quali sono i maggiori proventi per i grandi club? Soprattutto per quelli internazionali sono i diritti di Champions, i diritti televisivi dei loro campionati e le sponsorizzazioni. Se si dovesse protrarre questa situazione, tutti i maggiori club europei si troveranno di fronte a una serie di sponsor che bloccheranno le campagne, non rinnoveranno i contratti o daranno una rivisitazione ai contratti alla luce del fatto che la squadra non gioca e non può neanche portare il nome sulla maglietta. Quindi noi dobbiamo immaginare un crollo di fatturato, se la cosa dovesse protrarsi fino a luglio o agosto, che secondo me è misurabile oggi in termini intorno al 30-40% del fatturato. In prospettiva ben oltre. Speriamo che tra un mese e mezzo sia tutto un brutto incubo, ma in caso contrario credo che o si arriva a un processo di ridimensionamento globale anche degli stipendi dei calciatori o molti club rischiano veramente di fallire».


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