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Quinteros (ex allenatore Lautaro Martinez): «Bahia Blanca pazza di lui»

Carlos Quinteros, ex allenatore di Lautaro Martinez al Liniers, ha rilasciato una lunga intervista al giornale “Olé” parlando del Toro sin dalle origini fino alla vittoria della Copa America con l’Argentina

ORIGINI − Così Quinteros sull’arrivo di Lautaro Martinez al Liniers: «Lautaro Martinez è arrivato con il padre, che aveva giocato a Villa Mitre, quando aveva sei o sette anni. È una famiglia molto buona, sono tutti molto familiari. Quando è arrivato, è stato trattato come tutti gli altri. Liniers è un club con una reputazione per il suo trattamento con i ragazzi, nella parte umana è un’istituzione modello. Abbiamo più borsisti di tutti gli altri club, è stato lo stesso per tutta la vita. Ci dicevano sempre che eravamo i più ricchi della città ma niente da fare, mantenere tutto questo è stato molto difficile».

DEBUTTOQuinteros parla anche dell’esordio con le giovanili del Toro: «Quando ha debuttato in Seventh, aveva 14 o 15 anni, io ero il coordinatore giovanile. Era con Nestor Comino e quell’anno Desideri lo fece debuttare in Prima. È sempre stato un ragazzo molto maturo, aveva 12 anni e ne dimostrava 14. Sono convinto che sia un giocatore la cui testa ha superato la sua tecnica. Voleva fare il giocatore e si è allenato tutti i giorni, non c’erano giorni di riposo».

TESTA − Continua l’ex allenatore sulle abilità di Lautaro Martinez: «Non è un nove nove, entra in area, esce, rimbalza e rientra. La prima cosa che ha attirato la mia attenzione è che è passato inosservato, ma quando ha preso la palla, ha rotto il suo arco. Aveva una categoria molto buona, erano tutti amici tra loro. Si è distinto perché a un certo punto qualcosa stava per fare. Aveva una capacità mentale che non ho visto in così tanti giocatori in questi 28 anni. La testa di quel ragazzo ha superato tutti i livelli».

AMBIZIONE − Queste le parole di Quinteros sugli obiettivi del Toro: «Quando ha iniziato a giocare in Seventh, gli ho detto: “Ho usato il 10 come te, voglio che tu mi dimostri che hai davvero rotto l’arco”. L’ho sempre fatto, con tutte le palle, e lui mi ha detto: Carlitos, farò come te“. E si è adempiuto. Poi veniva e mi puntava il dito contro quando stavo festeggiando. Lo stavo scoprendo e lui mi diceva che avrebbe preso il suo posto. E ha preso il sopravvento».

RADICI − L’ex allenatore parla anche dell’affetto di Lautaro Martinez: «Quando è finita la Copa América, ha passato diversi giorni ad allenarsi qui ed erano tutti pazzi di lui, ma per noi è solo un altro ragazzo . È molto rispettoso. All’epoca, ha trascorso più di un’ora a scattare foto con i ragazzi. Ogni volta che viene a Bahía Blanca, gira per il club, ci ha dato molto per i lavori che vengono fatti, ci ha inviato quattro scatole di palloni per i giocatori del club. Le radici non si dimenticano. È un ragazzo straniero, è sempre attento ai saluti e gli mando messaggi quando è in Italia».

EMOZIONI − Infine, Quinteros ha commentato la vittoria della Copa America: «Mi ha fatto venire la pelle d’oca, vedere il calcio di rigore tirare con la Colombia, guardarlo con la maglia della nazionale, baciare la Coppa America è stata, non solo per me ma per tutta la Bahia Blanca. Ha regalato una soddisfazione che non dimenticheremo finché vivremo. Dico sempre: Lautaro è il DNA di Liniers».

Fonte: Olé − Ramiro Ladoux

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