Paolillo: “FPF non va bloccato, aumenterebbe il gap! Ecco cosa serve ora”

Articolo di
21 Marzo 2020, 18:23
Ernesto Paolillo
Condividi questo articolo

Paolillo – ex Amministratore Delegato dell’Inter -, intervistato dal portale “Tutto Mercato Web”, torna a parlare del Fair Play Finanziario, che da circa dieci anni caratterizza la gestione delle squadre UEFA. L’emergenza sanitaria Coronavirus sta mandando in tilt pure il mondo del calcio, da qui l’idea di combattere la crisi agendo anche sul FPF

CRISI IN ARRIVO – Per Ernesto Paolillo la situazione calcistica può essere più grave di ciò che sembra: «Il calcio è la terza industria in Italia, terza-quarta nel mondo per quanto muove come indotto. Tutto il mondo del calcio ha vissuto come la borsa. Sopra le regole, con una bolla più o meno speculativa. Il Fair Play Finanziario aveva acceso i riflettori sui costi e qualcosa di buono ha fatto. Però ci sono esagerazioni in quanto a costi ed è ora sotto i riflettori. I ricavi sono fermi, non c’è niente, tutto è bloccato. I costi continuano a esserci, stipendi e strutture. Indubbiamente avremo da fare i conti con un incremento delle perdite. Ogni Paese chiede aiuto ai governi per risanare quelli che saranno i deficit dei vari settori con grandi sacrifici. Il calcio sta iniziando a fare lo stesso ma c’è qualcos’altro da fare. Ridimensionare i costi, in modo pratico. Poi la UEFA dovrà fare qualcosa. […] Aumenteranno i debiti dei club, quel che può fare la UEFA è mettere mano alle normative pro tempore del FPF acconsentendo alcune deroghe. Non devono diventare una corsa all’acquisto dei calciatori e all’aumento dei debiti. Deve essere il consentimento delle perdite che sono la conseguenza della crisi e dello stop».

FPF NO STOP – Paolillo fa un appello dopo l’ipotesi di sospendere la “sua” creatura sulla buona gestione delle società calcistiche: «Il FFP non deve essere bloccato. Bloccarlo per un anno o più aumenterebbe ancor di più il gap tra ricchi e poveri, certo. Servono deroghe da dare per un tempo non breve. Per un lasso di tempo dobbiamo dare la possibilità di ammortizzare, e dunque non solo per un anno, la mancanza di determinati introiti, ma le società devono ridurre i costi. Il costo vivo del personale riguarda la squadra, giocatori e tecnico, per lo più. Non è banale la richiesta di un taglio agli stipendi. Se si sacrificano i club, devono farlo tutti. Dovrebbe essere un’iniziativa delle varie Associazioni Calciatori, un gesto verso le società. Può essere anche l’allungamento dei contratti per un anno, spalmando gli stipendi […] È impensabile che ci siano chiusure e crisi, e che i calciatori guadagnino comunque nonostante gli stadi chiusi».

Fonte: Tutto Mercato Web – Marco Conterio


Seguici e scarica le nostre APP per restare sempre aggiornato



tifointer






ALTRE NOTIZIE