Palmeri: “Inter fuori come col Villarreal! Spalletti cade nei momenti topici”

Articolo di
12 dicembre 2018, 21:35
Tancredi Palmeri

Il giornalista Tancredi Palmeri, nel suo editoriale per il sito “Tutto Mercato Web”, analizza il mancato passaggio del turno agli ottavi di Champions League dell’Inter di Luciano Spalletti

I LIMITI NERAZZURRI E DI LUCIANO – Questi i passaggi dell’editoriale di Tancredi Palmeri relativi all’eliminazione dei nerazzurri: “Cos’è peggio nella vita, un due di picche o rimanere con il dubbio che sarebbe potuta andare bene se ci avessi provato? L’Inter esce dalla Champions League manco fosse un adolescente impacciato, che si intreccia le mani mentre cerca in tasca il coraggio per rivolgere la parola alla ragazzina con cui si scambia gli sguardi, e mentre perde tempo arriva lo studentello inglese in trasferta che dice due scemenze e la bella se la porta via. Sarebbe anche quasi romantico se fosse così, e invece è francamente deprimente la maniera in cui l’Inter ha buttato giù per l’Europa League praticamente un anno e mezzo di lavoro. Alla fine hanno pensato tutti al Camp Nou, pure i giocatori, ed è ovvio che sarebbe stato così, ma non è ovvio come Luciano Spalletti si sia fatto trascinare dagli eventi. Ancora una volta, come era successo a Londra – dove però la sconfitta ci poteva stare. O come forse è stato quasi sempre nei momenti topici della carriera del vate di Certaldo, una carriera con uno standard minimo sempre di alto livello, ma inciampando praticamente sempre nel momento topico, facendolo prima nella testa che nel gioco. Perché l’Inter era entrata anche bene in partita, sfiorando tre volte il gol, e l’inizio del disastro di Kwadwo Asamoah che aveva regalato il gol andavo registrato alla voce ‘episodi di gioco’, che sono poi il 50% nel calcio. Però gli episodi capitano, quello che non può capitare è perdere la testa dopo 20 minuti. Un’Inter che si è buttata modello assalto all’arma bianca, sfilacciata, alla ricerca del pareggio, manco fosse l’80’ invece che il 25’, un atteggiamento senza logica che ha ricordato la clamorosa eliminazione con il Villarreal del 2006, quando l’Inter forse esteticamente più bella degli ultimi 30 anni passò gli ultimi 30 minuti di gioco a singhiozzare invece che a giocare, sapendo di perdere la possibilità di un’autostrada per la finale. Quella però era un’altra Inter, questa è invece una a cui bisogna certo dare merito di aver lottato con squadre superiori fino all’ultimo minuto. Ma il problema è che non è uscita per meriti degli altri come sarebbe stato naturale e giustificabile, ma per demeriti propri. E non per demeriti tecnici, come sarebbe stato naturale e giustificabile, me per demeriti psicologici. A Londra smise di giocare negli ultimi 10 minuti, sperando che bastasse. Contro il PSV Eindhoven, dopo il pareggio, ha aspettato che passassero i minuti, confidando nella vittoria del Barcellona. E quando è arrivato il pareggio, non ha avuto alcuna reazione, nemmeno uno sconclusionato assedio finale per cercare la fortuna. Non si sa se l’Inter può crescere, ma ha avuto paura di farlo. E’ questo il limite massimo dell’evoluzione possibile con Spalletti?”.

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