Mondo Inter

A. Paganin: «Inter, queste partite lasciano qualcosa! Orgoglio da vendere»

Antonio Paganin, ex difensore dell’Inter di cui è anche tifoso, vede dal pareggio di ieri sera a Barcellona molto di più del semplice punto e della qualificazione agli ottavi di finale di Champions League che si avvicina. Ne ha parlato a Radio Sportiva.

RISCATTATI!Antonio Paganin accoglie bene la partita di ieri dell’Inter: «È stata una piacevole sorpresa. Il girone era molto complicato, a essere realisti anche il più ottimista avrebbe pensato a una prestazione del genere. Bene, perché fa pensare che il peggio sia passato. L’Inter, diciamo così, dal temporale sembra che volga al bello. Simone Inzaghi? Quello che ne esce, al di là della gestione, è che l’ambiente Inter si è compattato tutto: società, staff, giocatori, tifosi. Non ha mai fatto mancare niente, io per primo in qualche occasione avevo dubbi non tanto sulla gestione quanto sul gestire il momento. Invece Inzaghi si è dimostrato molto maturo: quando hai un ambiente maturo diventa più facile uscire dalle difficoltà. È una sorta di grande famiglia, dove le difficoltà si superano».

L’EREDITÀ – Per Paganin quanto visto a Barcellona rimarrà: «Queste partite qua lasciano una striscia di situazioni di forza, che non è facile da spiegare. L’Inter ne aveva bisogno, perché magari poteva aver perso solo momentaneamente qualche certezza, per andare nella giusta direzione. Questa stagione è molto complicata, con un Mondiale alle porte in mezzo, ed è difficile tarare sia la preparazione sia gli obiettivi. Qualche giocatore la mente la va a traslare verso i Mondiali, è difficile stare sempre sul pezzo. Però l’orgoglio, ed è venuto fuori che l’Inter ne ha da vendere, può permettere di affrontare bene questo ciclo di partite e poi ripartire da gennaio con Coppa Italia, Champions League e rush finale in campionato».

DA SQUADRA – Sulla prestazione di ieri contro il Barcellona, Paganin nota un fatto su tutti: «Ha giocato, a mio modo di vedere, da squadra matura. Era una situazione mentale non semplice, perché il Camp Nou pieno lo avverti. La squadra non si è impaurita, ben conscia che veniva da un periodo non certo brillante, e ha saputo con le sue armi creare una marea di difficoltà al Barcellona che si sa esaltare e l’ha dimostrato riprendendo due volte l’Inter una volta andato sotto. Ora ci sarà tutto il tempo di poter sistemare e resettare quelle cose che, a inizio stagione, hanno portato un po’ di distanza dalla vetta. Il campionato è lungo, la pausa di quaranta giorni può rimettere tutto in discussione».

I SINGOLI – Paganin, in chiusura, parla degli uomini chiave: «Chi il migliore ieri? Dire Lautaro Martinez sarebbe molto riduttivo. Sentivo qualcuno che lo metteva in discussione: sono giocatori che, sulla singola partita, si vedono. È inconscio il fatto che lui pensi ai Mondiali, ma questo non vuol dire che non sia devoto alla causa interista. Tutti i giocatori hanno il timore di incappare in un infortunio che li tolga dai Mondiali, però sono stipendiati e pagati dai club. L’importante è rimanere lì in campionato, poi superare un girone con Barcellona e Bayern Monaco dice molto».

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