Padovan: “Serie A al via, ma c’è un’altra domanda. Cunha-Inter non so”

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28 Maggio 2020, 07:13
Giancarlo Padovan
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Oggi la Serie A avrà una giornata fondamentale, con l’incontro col ministro Spadafora e la FIGC per la ripartenza. Giancarlo Padovan, ospite di Sky Sport, è pessimista fino a un certo punto sul ritorno del campionato (legato anche ai contagi). Da parte sua un commento anche su Cunha, ultimo nome accostato all’Inter (vedi articolo).

VERSO LA RIPRESAGiancarlo Padovan è positivo sulla Serie A: «Ero il più pessimista dei pessimisti, ma adesso sarei stolto o poco saggio a dire che non ci siano le condizioni per ricominciare. Mi sembra che tutti abbiano fatto un passo verso l’altro. C’è un’altra domanda: quanto dura? Non so, la curva dei contagi e il parere del Comitato tecnico scientifico secondo me sono due spade di Damocle che pendono sulla Serie A. Sulla frequenza delle partite niente da dire: o si fa così o si chiude. Giusto che si giochi così tanto, perché non ci sono alternative. Sugli orari non capisco le lamentele del presidente Damiano Tommasi, che peraltro stimo molto, e del suo vice Umberto Calcagno. I Mondiali si giocano anche alle 15 d’estate: giocare alle 17 mi sembra coerente. Non è una condanna a morte. Ma non può esserci la quarantena di gruppo su una singola positività».

L’ULTIMO NOME – Padovan si sposta su un giocatore accostato all’Inter, ieri in campo in RB Lipsia-Hertha Berlino: «Matheus Cunha non l’ho visto brillare. Si è procurato il calcio di rigore, questo è sicuramente un merito, e di fatto ha portato il pareggio all’Hertha Berlino, però non è un giocatore che ha brillato particolarmente. Non so all’Inter che cosa possa fare: io credo che, in questo momento, ci sia così tanta fame di calcio che ogni giocatore fa qualcosa di buono, e Cunha da quando è arrivato all’Hertha ha fatto cose buone, sia subito attenzionato dai club maggiori. Non so se sia un giocatore da Serie A e da Inter, però adesso siamo costretti piacevolmente a guardare la Bundesliga e una risposta ci verrà. Certamente segna abbastanza e fa assist, quindi è un giocatore che c’è sempre nei momenti che contano».


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