Padovan: “Inter, che peccato! Pochettino ha rischiato, Barça non fa regali!

Articolo di
29 novembre 2018, 14:01
Giancarlo Padovan

Giancarlo Padovan commenta la sconfitta dell’Inter in Champions League contro il Tottenham di Mauricio Pochettino, con un occhio al Barcellona, in un articolo su “CalcioMercato.com

CHE PECCATOGiancarlo Padovan ha visto così la partita disputata dai nerazzurri contro il Tottenham: “Peccato per l’Inter e peccato per Luciano Spalletti. L’Inghilterra non gli ha mai portato bene. Perdere subendo gol a 10 minuti dalla fine fa male. Soprattutto se la tua squadra ha patito poco o nulla prima. Però, a parte eccezioni e quindi casi clamorosi, se si perde una ragione c’è sempre. E, nello specifico, risiede nella disattenzione che ha coinvolto almeno due giocatori interisti che avrebbero dovuto arginare o addirittura stroncare l’azione di Moussa Sissoko, una percussione di forza sulla quale Marcelo Brozovic si è fatto superare e Milan Skriniar era fuori posizione. Da lì è nato il gol, da quel movimento si è innescata la velocità che ha permesso a Dele Alli di girare palla sull’accorrere di Christian Eriksen e a quest’ultimo di battere Samir Handanovic con un tiro da dentro l’area e sotto la traversa”.

I RISCHI DI POCHETTINO – Padovan poi commenta le scelte del tecnico degli Spurs: “Molti sono rimasti del tutto sorpresi dalle scelte di Mauricio Pochettino. Infatti l’allenatore dei londinesi non solo ha cominciato senza l’uomo che ha deciso la gara – uno dei migliori centrocampisti offensivi d’Europa già destinato al Real Madrid – ma con lui ha mandato in panchina anche Heung-Min Son ed Eric Dier. Così mentre il Tottenham, che certamente ha fatto la partita, sbatteva contro un’Inter timida ma non dimessa, mi chiedevo dove risiedesse la bravura di questo allenatore celebrato dalla stampa britannica, benvoluto da quella internazionale, addirittura concupito, forse per le sue origini, da quella italiana, sempre pronta a schierarsi con lo straniero, soprattutto se ha appena battuto un conterraneo (Maurizio Sarri in Tottenham-Chelsea 3-1). Alla fine ci è stato spiegato che quella di Pochettino non era dabbenaggine, ma strategia e che Eriksen e Son li aveva preservati per l’ultimo scampolo di gara, quando gli avversari hanno cominciato ad essere stanchi e loro, oltre ad essere bravi, erano anche freschi. Non ho motivo di dubitare di questa interpretazione sia perché Eriksen ha effettivamente segnato, sia perché con Son si è visto un Tottenham meno prevedibile e, soprattutto, che teneva palla a terra. Mi chiedo solo cosa avrebbero detto e scritto in Inghilterra se il gol non fosse arrivato o, per un motivo qualsiasi, non certo estraneo al confronto, l’Inter avesse pareggiato, magari con il destro di Danilo D’Ambrosio all’83’. Avremmo lodato Pochettino alla stessa maniera? Scegliere di giocare con i migliori solo dal 70’ (quando Son ha sostituito Lucas Moura) o dal 76’ (il minuto in cui Eriksen ha rilevato Erik Lamela) ha costituito un rischio grosso e grossolano. Senza l’errore dei due interisti, soppiantati sullo scatto da Sissoko, probabilmente sarebbe finita 0-0, l’Inter avrebbe festeggiato con la qualificazione anticipata e il Tottenham sarebbe scivolato in Europa League. Dove può ancora finire se non batterà il Barcellona al Camp Nou”.

NIENTE REGALI – Infine, una battuta sulla situazione del girone: “Tra due settimane, Spalletti deve vincere con il PSV Eindhoven (già eliminato) e sperare che i catalani facciano il proprio dovere, nel senso che non regalino niente, magari per scarsa concentrazione, agli inglesi. Sinceramente non penso che il Tottenham vinca a Barcellona. Contro l’Inter ha di certo tenuto più la palla, ma nel primo tempo non aveva sbocchi per usarla al meglio. Ha tirato tre volte. All’Inter, schierata con quasi tutti i titolari, se si eccettua Sime Vrsaljko per D’Ambrosio, è mancato per un tempo Radja Nainggolan, uscito al 44’ e provvidenzialmente sostituito con Borja Valero, forse il migliore tra i nerazzurri. La colpa maggiore della squadra di Spalletti è di avere costruito poco, troppo sicura che il controllo pagasse in qualificazione pesante. Un tiro in porta in tutta la partita è mortificante per chi gioca con Icardi più tre trequartisti. Il tentativo (76’), sventato da Hugo Lloris, è stato di Ivan Perisic, per il resto assai abulico, dopo un fraseggio all’interno dell’area con Borja Valero. La conclusione, all’altezza del primo palo, è stata accecante, ma purtroppo unica. Altro appunto: l’arretramento della linea difensiva che, fino all’ora di gioco, è stata alta e aggressiva (Harry Kane ha combinato quasi nulla). E’ vero che i calciatori dell’Inter erano stanchi, ma è altrettanto vero che in questo modo sono stati concessi venti metri di campo all’avversario. Sembrava fatta, ce la si poteva fare. Invece, in puro stile Inter, c’è ancora da attendere. E, presumibilmente, da soffrire”.

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