Padovan: «Conte ogni tanto inventa nemici che non ci sono! Inter migliore»

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20 Febbraio 2021, 23:29
Giancarlo Padovan Giancarlo Padovan
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Giancarlo Padovan ha commentato le parole di Conte nel corso della conferenza stampa di questo pomeriggio (vedi articolo). Il giornalista, durante “Sky Saturday Night”, ha detto che in realtà non ci sono tutti quei critici nei confronti dell’Inter segnalati dall’allenatore.

CONTROCRITICAGiancarlo Padovan risponde ad Antonio Conte: «Sono d’accordo sul fatto che l’Inter abbia giocatori migliori, sia per qualità sia anche per numero rispetto al Milan. Sentivo Conte: non capisco a chi si riferisca. Secondo me ogni tanto Conte si inventa dei nemici che non ci sono: qualcuno pronosticava a quanti punti sarebbero arrivati? Se c’è qualcuno che ha sempre detto Inter siamo sempre stati noi giornalisti. Tant’è che lui si era adirato, dicendo che era facile dare per favorita l’Inter e che non era la squadra più forte. Francamente, ogni tanto, mi pare che si inventi delle cose: stavolta combatte contro i mulini a vento».

AI VERTICI – Padovan argomenta la sua replica a Conte: «L’Inter è in testa, è sempre stata lì e non è mai scesa sotto il secondo-terzo posto. Ha fatto un campionato eccellente, sotto il mio punto di vista, e il vulnus delle mancate coppe lo avvantaggia. Domani si vedrà, nelle settimane a venire ancora di più. Sapete che, al contrario di quello che dice Conte, ho sempre remato dalla parte dell’Inter. Nel senso: pensavo, anche l’anno scorso, e penso tuttora che vincerà lo scudetto. Penso che domani sia un passaggio importante, che possa costituire l’inizio di una mini-fuga».

IL RICORDO – Padovan chiude su Mauro Bellugi, scomparso in giornata: «Era un entusiasta. Lo è sempre stato, anche nei momenti che hanno preceduto la sua morte. Quando gli hanno amputato le gambe ha saputo raccontare la vicenda con umanità, semplicità ed entusiasmo. Aveva voglia di vivere, avrebbe vissuto anche con gli arti amputati. Purtroppo le complicazioni che l’hanno reso così vulnerabile l’hanno portato via, ed è una mancanza che sento un po’ su tutti. Quelli che l’hanno conosciuto si sentono un po’ più poveri, perché il suo modo di essere e l’entusiasmo erano contagiosi. E soprattutto genuini».




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