Padovan: “Chiudere la stagione sposta il problema, il Governo decida”

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29 Aprile 2020, 14:59
Giancarlo Padovan
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Giancarlo Padovan, ospite negli studi di “Sky Sport”, è intervenuto sul tema della ripresa dei campionati dopo i recenti screzi tra il mondo del calcio e il Ministro dello sport

IL GOVERNO PRENDA UNA DECISIONE – Padovan ritiene che una decisione definitiva debba essere presa dal Governo e non delegata alle società: «Le dichiarazioni del Ministro le trovo incongruenti con quanto dichiarato ieri sera sulla prudenza e sulla volontà di lasciare uno spazio di ripresa ai campionati. Oggi lui dice che ci potrebbe essere una novità in Lega, cioè che tutti i club che hanno votato un documento in cui volevano riprendere in realtà avrebbero un’unità solo di facciata. Da qui a fine agosto le cose non cambieranno, non sappiamo se miglioreranno o peggioreranno, ma di sicuro non saremo a contagio zero. Potrebbe essere anche una situazione peggiore. Io trovo intempestivo parlare del prossimo campionato, bisogna vedere come finisce questo anche perché se non lo si finisce si apre un’estate di ricorsi, appelli e proteste da parte di società che non vedranno rispettate le loro posizioni in classifica. Credo che finire questo campionato abbia un senso per il sistema calcio, non solo perché vogliamo rivedere le partite. Poi se non si può, non si può, ma non sono i presidenti a doverlo dire, deve essere il Governo. Vediamo gli esempi altrove dove c’è stato un tavolo di confronto con Governo e istituzioni».

IL PROBLEMA SI SPOSTA – Padovan ritiene che cancellare questa stagione significhi soltanto spostare il problema alla prossima senza risolverlo veramente: «Il lavoro di Gravina è notevole, finire la stagione è imperativo. L’ipotesi di finire il campionato nei mesi di settembre e ottobre e riprendere il nuovo nell’anno solare 2021 non va sottodimensionata, perché potrebbe fornire l’idea di qualcosa di concreto. Non si può pensare al prossimo campionato solo perché vogliamo allontanare il problema, il problema resta in tutta la sua pienezza. Mi aspetto che si torni a giocare, che il traino siano Germania, Inghilterra e anche la Spagna, ma ribadisco che nessuno vuole giocare per forza. Se non si può giocare non si può, ma si deve essere chiari, espliciti e uniformi perché protrarre questa situazione all’infinito ha solo effetti negativi. Se non si conclude la stagione il problema si sposta, non è che si risolve».


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